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Cronaca

Evasione fiscale: "Processate Dagostino", è il Re degli outlet

False fatture l'accusa per l'uomo che fu in affari con Tiziano Renzi

Il pubblico ministero della Procura di Firenze Christine von Borries di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per Luigi Dagostino, il cosiddetto "Re degli outlet". La richiesta riguarda anche altri cinuqe indagati. Nell'inchiesta i magistrati fiorentini contestano un'evasione fiscale da tre milioni di euro che sarebbe stata attuata tramite false fatturazioni a società in Toscana e Puglia.

A giugno scorso Dagostino era stato anche arrestato, agli arresti domiciliari fino a ieri. E' stato in affari con Tiziano Renzi, padre dell'ex premier Matteo, recentemente rinviato a giudizio insieme alla moglie Laura Bovoli con l'accusa di false fatturazioni per i lavori all'outlet di Reggello.

Fra gli altri indagati, la richiesta di rinvio a giudizio riguarda l'ex moglie di Dagostino, Maria Emanuella Piccolo, e la compagna dell'imprenditore Ilaria Niccolai, con lui socia al 70% nella Nikila Invest (Dagostino ha il restante 30%) e anch'essa già in affari con Tiziano Renzi.

Chiesto il processo anche per il manager, vicino a Dagostino, Amedeo Moretti Cuseri. Inoltre, in uno stralcio della stessa inchiesta, per un falso verbale di un'assemblea (mai tenuta) della Nikila Invest, il pm ha anche chiesto il processo per il commercialista Federico Ariano e il consulente tributarista Matteo Faggioli, imputati di favoreggiamento reale in concorso.

Il falso verbale sarebbe dovuto andare a sostegno di un'istanza di restituzione dell'immobile Villa Banti di Firenze, che era sotto sequestro preventivo.

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