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Cronaca

Crollo a Firenze: si indaga su regolarità dei documenti dei lavoratori

Quattro delle cinque vittime vivevano nel Nord Italia

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Una tragedia gravissima, che ha scosso l'Italia intera e che tocca in particolar modo la nostra provincia e il territorio lombardo, luogo dove vivevano quattro delle cinque vittime accertate. L'unico operaio italiano deceduto è il sessantenne Luigi Coclite, originario di Teramo ma residente a Collesalvetti (provincia di Livorno), che si occupava del pompaggio del cemento. Le altre quattro vittime sono Mohamed El Ferhane, Bouzekri Rahimi, Mohamed Toukabri e Taoufik Haidar, tutte legate a stretto filo al Comune di Palazzolo sull'Oglio, nel Bresciano.

Chi sono le vittime

  • Taoufik Haidar, 43 anni, marocchino, ha vissuto per molti anni a Palazzolo sull'Oglio, e da poco si era trasferito in provincia di Bergamo, a Chiuduno. Ben integrato, era un lavoratore che manteneva moglie e due figli rimasti in patria. 
  • Mohamed El Ferhane, 24 anni, marocchino, viveva a Palazzolo da due anni e mezzo. 
  • Bouzekri Rahimi, marocchino, 56 anni, era residente all’Aquila, ed era a Palazzolo da poche settimane, dormendo da amici e conoscenti. 
  • Anche Mohamed Toukabri, 54enne, tunisino, era a Palazzolo da poco, dopo che ha vissuto per un periodo in Piemonte.

“Esprimo cordoglio e vicinanza mia e della nostra comunità a tutti i famigliari delle vittime”, ha commentato il sindaco di Palazzolo, Gianmarco Cossandi. 

Il crollo
Il crollo è avvenuto venerdì mattina, quando ha ceduto una grande trave al quarto piano dell'edificio in costruzione, nel cantiere per il nuovo centro commerciale Esselunga nel quartiere di Novoli. Nella notte tra venerdì e sabato è stato recuperato il corpo senza vita del quarto operaio morto nel crollo. Poi il bilancio si è ulteriormente aggravato a mezza mattinata. 

“Ormai possiamo dire che sono cinque i morti, sicuramente un bilancio drammatico. Poco fa ho avuto notizia che si sta provvedendo a raccogliere l'ulteriore salma”, ha confermato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, parlando a una radio locale, riferendo dell'individuazione del corpo dell'ultimo disperso. Il corpo non è però ancora stato recuperato dai vigili del fuoco.

Il crollo della trave ha provocato la ceduta di tutto un piano dell'edificio. A catena si sono generati poi altri crolli, è collassata la zona su cui stavano facendo i lavori gli operai e successivamente sono stati travolti gli uomini che stavano livellando il calcestruzzo ai piani più bassi. Sull'origine del crollo della trave al momento le ipotesi sono due, o un cedimento strutturale del prefabbricato, oppure un errore in fase di posa della trave.

Le indagini
Manca all’appello un disperso. Un cane delle Usar, le unità di ricerca di corpi fra le macerie, ha segnalato dove potrebbe trovarsi l’ultima vittima ma le ricerche sono ancora in corso. Tutte le altre salme recuperate sono all'istituto di medicina legale a Careggi a disposizione della procura per l'eventuale autopsia.
Gli inquirenti hanno sentito come testi, tecnici e incaricati delle ditte ma è ancora presto per trarre delle conclusioni. Si continua a ipotizzare un cedimento strutturale dei solai in costruzione forse a causa di una trave non realizzata a regola d'arte o montata male. Il cantiere è stato posto sotto sequestro. Imposto anche un divieto di sorvolo per evitare l’utilizzo di droni da parte di curiosi.

Si indaga su operai irregolari
Tornando alle vittime e ai quattro operai stranieri si è saputo che vivevano tutti in Lombardia. A Palazzolo sull'Oglio (Brescia) li conoscevano bene. Sembra che due di loro non avessero documenti non regolari, i permessi di soggiorno non erano a posto ma gli accertamenti sono ancora in corso.
L’inchiesta per omicidio plurimo colposo e crollo colposo aperta dalla procura di Firenze potrebbe addizionarsi di nuove ipotesi di reato se venisse confermato l'impiego di manodopera irregolare nei lavori dati in subappalto.

Il legame con Bergamo

La Camera del Lavoro di Bergamo fa sapere che “c’è un legame tra Bergamo e quello che è accaduto ieri (venerdì per chi legge, ndr) nel cantiere Esselunga di Firenze”: è la constatazione di Luciana Fratus, segretaria generale della FILLEA-CGIL di Bergamo, che, dopo una serie di verifiche svolte in queste ore, interviene sulla vicenda del drammatico crollo nel capoluogo toscano.

“Due dei lavoratori morti nell'incidente di Firenze avevano lavorato nel 2023 per diverse imprese a Bergamo. Taoufik Haidar, cittadino marocchino di 43 anni, è stato nostro iscritto alla FILLEA-CGIL fino al 21 novembre 2023. Fino a questa data ci risulta fosse iscritto alla Cassa edile di Bergamo, alle dipendenze di un’azienda con sede a Brescia che però aveva aperto un cantiere a Treviglio. Anche una delle altre vittime, Mohamed Toukabri, cittadino tunisino di 54 anni, è stato iscritto alla nostra Cassa edile”.

“Ad oggi i nomi di questi lavoratori non risultano iscritti a nessuna delle due casse edili provinciali, né con la Go Costruzioni di Villongo, ditta che era sicuramente al lavoro nel cantiere di Firenze, né con altre imprese” prosegue Fratus. “Ma questo fatto ha una ragione tecnica precisa: la posizione della Go Costruzioni di Villongo e dei suoi dipendenti attivi in Edilcassa è aggiornata al 31 dicembre 2023. In generale, di mese in mese, i dati relativi alle ore lavorate e alle generalità dei lavoratori impiegati devono essere comunicati dalle imprese alle casse secondo tempi tecnici precisi. I dati del mese di gennaio vanno comunicati entro il 20 di febbraio, ecco forse perché al momento non abbiamo traccia dei nomi delle vittime”.

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