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Giovedì, 18 Aprile 2024
Cronaca L'Arcovada / Via Giovan Filippo Mariti

Strage al cantiere Esselunga: spuntano nuove immagini, anche padre Bernardo chiede di fermare il supermercato

Dopo quattro giorni ancora non si trova il quinto 'disperso': le salme recuperate sono in condizioni orribili

Una parete che "si apre", poi una lastra di cemento si stacca e si abbatte per terra colpendo uno scuolabus parcheggiato lungo la strada che costeggia l'edificio. Sono le prime immagini del crollo del cantiere Esselunga di via Mariti a Firenze. I fotogrammi, trasmessi dal Tg3, sono preziosi per ricostruire la dinamica del crollo costato la vita a cinque operai (uno ancora non è stato trovato, ma la speranza di trovarlo vivo è praticamente nulla) mentre altri tre sono feriti in modo grave.

Le nuove immagini sono quelle riprese dalle telecamere di videosorveglianza della azienda Avs Tecnologie e Impianti e sono un ulteriore tassello di un'indagine che si annuncia complessa. "Nel cantiere molte criticità", ha detto ieri il procuratore capo di Firenze Spiezia, con la procura che indaga, al momento contro ignoti, per omicidio colposo plurimo e crollo colposo. Nel video di cui sopra si vede prima una parte staccarsi dall'edificio in alto, poi il cedimento della lastra e lo scuolabus ondeggiare dopo l'urto. Fortunatamente non c'erano bambini e non c'era il conducente, come chiarito subito anche da Palazzo Vecchio già la mattina di venerdì.

Mentre vanno avanti le ricerche del corpo del quinto operaio deceduto, il procuratore capo di Firenze Filippo Spiezia parla appunto di "un'inchiesta complessa". Il fascicolo d'inchiesta, ancora a carico di ignoti, è stato aperto per le ipotesi di reato di omicidio plurimo aggravato dall'inosservanza delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e disastro per crollo colposo. Il procedimento penale viene seguito dai pubblici ministeri Francesco Sottosanti e Alessandra Falcone e personalmente dal procuratore Spiezia.

Per usare le parole del procuratore, il cantiere aveva "diverse criticità". Spiezia non specifica quali siano e mantiene la linea del "massimo riserbo" sulle indagini. Non ci sono indagati ancora, ma il quadro potrebbe cambiare presto perché devono ancora essere consegnate  le prime relazioni dai vari organismi di polizia giudiziaria. "Siamo in attesa di ricevere le prime comunicazioni formali", ha detto Spiezia.

Uno dei nodi riguarda lo status dei lavoratori. Pare che alcuni di loro fossero - in particolare due - irregolari sul territorio nazionale. "Questo - ha però precisato il procuratore - è un discorso diverso dalla verifica delle posizioni contrattuali", che saranno oggetto di successivi accertamenti.

Anche l'esatta dinamica del crollo è ancora tutta da accertare. Secondo le prime ricostruzioni, a cedere sarebbe stata una trave del quarto piano dell'edificio in costruzione, che avrebbe poi provocato un crollo a catena e il collasso della zona in cui gli operai stavano lavorando. Le macerie hanno poi travolto anche i lavoratori che stavano livellando il calcestruzzo ai piani più bassi.

Da segnalare che la ditta appaltatrice del cantiere dell'Esselunga coinvolto dal tragico crollo di via Mariti è la stessa degli incidenti avvenuti in un cantiere di Genova a San Benigno lo scorso anno. Si tratta della Aep, Attività Edilizie Pavesi, società con sede in provincia di Pavia. Sul cantiere fiorentino è comparso uno striscione: "Fateci un parco". Comitati e cittadini da tempo infatti chiedono, come nel corteo di domenica sera, di non tirare su l'ennesimo centro commerciale ma di destinare l'area ad un giardino e a servizi pubblici. Ora anche padre Bernardo Gianni di San Miniato chiede la stessa, di ripensare se sia il caso di andare avanti con una "cattedrale del commercio", come dichiarato a Repubblica Firenze.

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