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Cronaca

Cpr, il dietrofront di Nardella ora è completo: "Non producono nessun risultato"

Il sindaco per anni aveva chiesto un Cpr a Firenze, assieme alla destra, ora il cambio di rotta

"Non producono nessun risultato". È completato il dietrofront del sindaco Dario Nardella sulla questione dei Centri di permanenza e rimpatrio (Cpr), dopo la conferma del governo, in enorme difficoltà a gestire flussi migratori e sbarchi, di voler realizzarne di nuovi, almeno uno per Regione.

"L'ennesima riforma sui Cpr non ci porta da nessuna parte. C'è una risposta corale di tutti i presidenti di Regione e dei sindaci di contrarietà", ha detto ieri il sindaco, a margine di un evento stampa.

"L'immigrazione irregolare va combattuta, ma quella regolare va favorita, senza zone grigie", ha proseguito il sindaco. Per poi aggiungere: "Per combattere quella irregolare gli strumenti del Cpr e l'allungamento della permanenza nei Cpr a 18 mesi non producono nessun risultato. Quindi non forniscono una soluzione credibile".

A gennaio l'ultimo "sì" a Piantedosi

"Non forniscono una soluzione credibile" e "non producono nessun risultato". Parole molto diverse da quelle sentite fino a non molti mesi fa dal primo cittadino. Negli ultimi anni Nardella aveva infatti più volte invocato ai vari ministri in carica la realizzazione di un Cpr sul territorio fiorentino, provocando la dura reazione di parte del Pd - minoritaria fino all'arrivo di Schlein - e anche della Cgil. L'ultimo "sì" convinto era arrivato a gennaio, al termine dell'incontro "molto proficuo" con il ministro Piantedosi.

Svolta con Schlein e Fossi

La svolta è arrivata dopo l'elezione di Emiliano Fossi a segretario regionale del Pd, da sempre contrario. Prima si è riallineato il presidente della Regione Eugenio Giani, poi, dopo un iniziale riposizionamento, sono arrivate ieri le parole nette del primo cittadino. Che siano frutto di reale ripensamento, sulla linea della segretaria nazionale Elly Schlein, o solo un modo per mettere in difficoltà il governo Meloni, poco conta: la presa di posizione è netta.

Confermato la sua contrarietà anche Giani. "Il Cpr - dice il presidente -, è un centro di immissione verso circuiti che li riportano nei loro Paesi, semplicemente perché hanno commesso degli illeciti amministrativi (nessun reato, ma lunghe detenzioni in condizioni disumane, come dimostrato anche da una recente inchiesta di Piazza Pulita, ndr). Una posizione illogica, perché il problema non è di reintegrarli nei loro Paesi, non ci andranno mai. Voler realizzare i Cpr nelle regioni in cui non ci sono è una risposta demagogica a un problema a cui non si danno risposte", le parole del presidente.

Tutto il centrodestra li vuole

Resta invece compatto a favore dei Cpr tutto il centrodestra, da Fratelli d'Italia alla Lega, passando per Forza Italia.

“L'ipocrisia e la confusione della sinistra toscana e della sua classe dirigente non conoscono limiti. Per decenni di amministrazione non è stata messa in pratica alcuna strategia sul fenomeno dell'immigrazione che è stato, così, lasciato proliferare senza alcuna regola", attacca Fabrizio Rossi, deputato e coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, parlando di un "'no' pregiudiziale, perché la realtà è che nel Pd, sul tema immigrazione, sta regnando il caos".

"Sì ai Cpr, anche in Toscana. Sono strutture essenziali per garantire l'ordine e la sicurezza pubblica e per gestire in modo efficace il fenomeno dell'immigrazione irregolare”, dichiara Deborah Bergamini, vice presidente dei deputati di Forza Italia.

"Tutti i cittadini toscani, non solo quelli di destra, chiedono più sicurezza. Giani ribadisce il suo 'no al Cpr' nella nostra regione per questioni meramente politiche, interne al suo partito. Un atteggiamento davvero irresponsabile", aggiunge l'europarlamentare toscana della Lega Susanna Ceccardi, sempre attivissima sui social a rilanciare in ogni modo gli episodi criminali o comunque 'negativi' che riguardano i migranti. “Sì al Cpr subito. Il Pd non vuole soluzioni per i migranti, ma solo il caos per mera comodità elettorale”, fa eco Federico Bussolin, capogruppo salviniano a Palazzo Vecchio.

Il 'caso' Biffoni

“Sulla gestione dei migranti il Governo è allo sbando. Come Pd della Toscana confermiamo un fermo no ai Cpr e a qualunque imposizione sui territori. Non è la soluzione. Va invece ripristinata l’accoglienza diffusa, che tanto bene ha funzionato, in particolar modo in Toscana", replica Francesco Battistini, responsabile politiche migratorie del Pd toscano.

Voce fuori dal coro, tra i dem, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, responsabile nazionale immigrazione nell'Anci, favorevole ai centri ma con la possibilità di "trattenere" le persone per un massimo di pochi giorni ("non certo 18 mesi", il limite che vuole mettere il governo, mentre oggi è il massimo è sei mesi) e rispettando almeno gli standard minimi della dignità umana. Quella che ad oggi viene di norma calpestata.

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