menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Covid: al via la vaccinazione nelle Rsa. Ecco il calendario con le 4 fasi: a chi spetta farlo e quando

A gennaio toccherà ai medici. La distribuzione del vaccino continua anche l'ultimo dell'anno

In tutta Italia, domenica 27 dicembre 2020 è iniziata la campagna vaccinale contro il Coronavirus. La somministrazione delle prime dosi del vaccino Pfizer/BioNtech, messo a punto seguendo tutte le fasi della sperimentazione clinica e autorizzato dall’Agenzia europea del farmaco (Ema), dovrebbe entro un anno dare il colpo di grazia alla pandemia. I primi a vaccinarsi sono stati gli operatori sanitari degli ospedali, come abbiamo visto a anche a Firenze.

Ci vorrà del tempo, però, prima che la profilassi - gratuita per tutti i cittadini e dunque interamente a carico del servizio sanitario - permetta di allentare le misure di contenimento in vigore. La campagna vaccinale durerà almeno dodici mesi, necessari per vaccinare quel 70% della popolazione che viene individuato come la soglia minima da raggiungere per determinare l’immunità di gregge.

Di conseguenza, occorrerà vaccinare almeno 40 milioni di persone. In Toscana stanno arricando 27.500 dosi.

Ecco le fasi e il calendario, spiegati dagli esperti della Fondazione Veronesi. I riferimenti temporali sono indicativi, perché molto dipenderà dalla velocità di fornitura dei sieri e dalla presenza o meno di intoppi logistici.

Fase 1: da gennaio a marzo

Le categorie da vaccinare prima di tutte le altre sono quelle degli operatori sanitari e sociosanitari, degli ospiti e dei dipendenti delle residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Ovvero coloro che, soprattutto nel corso della prima ondata, hanno pagato il prezzo più alto della pandemia. E proprio oggi, 30 dicembre, stanno arrivando in Toscana le dosi di vaccino destinate alle residenze sanitarie assistenziali.

Gli ospiti delle Rsa, sulla base delle conoscenze accumulate sulle conseguenze dell’infezione da Sars-CoV-2, sono infatti stati riconosciuti come le persone più fragili in ragione dell’età avanzata e della frequente concomitanza di altre malattie.

Vaccinare medici e infermieri ha un valore duplice: permette di proteggere operatori più a rischio dal loro lavoro e garantisce la tenuta dell’assistenza sanitaria. Non di rado è capitato infatti di avere reparti decimati dalle assenze del personale sanitario infetto o costretto alla quarantena. Senza trascurare il buon esempio, che mai come in questo momento storico può giungere da chi trascorre le proprie giornate in camice.

Questo primo step coinvolgerà quasi due milioni di persone, per cui servirà un numero doppio di dosi vaccinali: considerando che per una piena immunizzazione occorrerà sottoporre ogni persona a due di queste, con un intervallo almeno di tre settimane.

Fase 2: da aprile a giugno

Dopo la prima fase si potrà progredire vaccinando innanzitutto gli anziani con più di 80 anni (in Italia sono quasi 4,5 milioni). Considerando il numero doppio rispetto a quello dei primi vaccinati, si stima che questa fase possa concludersi durante la primavera 2021.

Fase 3: da luglio a settembre

A seguire, come indicato nel piano strategico, sarà il turno delle persone di età compresa tra 60 e 79 anni (13,5 milioni) e degli italiani affetti almeno da una malattia cronica (7,5 milioni). E poi, via via, di tutti gli altri, con priorità per il personale scolastico e le forze dell'ordine. 

Fase 4: da ottobre a dicembre

Tutta la popolazione adulta che non è stata vaccinata nelle prime 3 fasi: dunque chiunque abbia più di 16 anni (il vaccino non è ancora ufficialmente approvato per i bambini).

Per il tramite dell’Unione Europea, l'Italia riceverà complessivamente circa 200 milioni di dosi. Gli ordini contemplano dunque una scorta di sicurezza che potrà essere utilizzata per gli eventuali richiami. Ma nonostante ciò, c’è qualche preoccupazione relativa ai tempi con cui i vaccini saranno disponibili. Da Pfizer inizialmente arriveranno all’incirca 2 milioni di dosi, necessarie a proteggere la metà delle persone.

Per l’immediato prosieguo, di conseguenza, si punta anche sull’arrivo del farmaco sviluppato da Moderna, sempre sfruttando la tecnologia a mRna (il 6 gennaio è atteso il via libera dell'Ema). Mentre sul piano quantitativo, il contributo più corposo è atteso da Johnson&Johnson (quasi 54 milioni di dosi), Astrazeneca e Sanofi (oltre 40 milioni per una), che per diverse ragioni difficilmente però saranno in grado di soddisfare le richieste dell’Italia prima dell’estate.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

FirenzeToday è in caricamento