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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Covid, slitta il ritorno in classe? Giani apre all'ipotesi ma l'Ordine degli Psicologi frena: "Non si risolve l'emergenza sulla pelle dei bambini"

La proposta del governatore campano De Luca trova sponda anche nel presidente della Regione: "Se la situazione epidemiologica è questa, giusto che il governo decida uno slittamento"

In queste ore si sta discutendo a livello nazionale circa l'opportunità di posticipare il rientro in classe degli studenti, dopo le ferie natalizie, a causa della recrudescenza pandemica.

Una recrudescenza che anche in Toscana si sta facendo pesantemente sentire, tanto che sul tema è intervenuto ieri anche il presidente della Regione Eugenio Giani il quale, a margine di una conferenza stampa, incalzato dai giornalisti, ha detto: "Ho sempre cercato la scuola in presenza, però se la situazione epidemiologica è questa, è giusto che il governo decida uno slittamento di una o due settimane".

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Il primo a lanciare la proposta era stato il governatore campano De Luca: "Rinviare la riapertura di venti-trenta giorni per raffreddare il picco di contagio", le sue parole. "Noi abbiamo una competenza nazionale, non regionale, sulle scuole - la chiosa di Giani -  io credo che ci sia ragionevolezza nelle parole di chi sostiene uno slittamento, però preferisco non pronunciarmi se non prima di un confronto con gli altri governatori".

Rinvio rientro in classe: Giani apre all'ipotesi

"È evidente - ha aggiunto il presidente - che dipende molto dalla situazione epidemiologica che si verrà a creare di qui ai prossimi giorni. Le scuole ripartono il 7, ma per molte il rientro è previsto il 10. Sono sempre stato contrario alla Dad e ho sempre cercato la scuola in presenza, però se la situazione epidemiologica è questa, è ragionevole che il governo decida uno slittamento di una o due settimane. Preferisco fare una valutazione alla luce dell'andamento epidemiologico dei prossimi giorni".

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Alla base del ragionamento del presidente sulla "ragionevolezza" del possibile slittamento, c'è sopratutto la convizione che "la trasmissione fra i bambini del contagio è uno degli elementi che fa salire i dati; e ancora tanti bambini dai 5 agli 11 anni si devono vaccinare".

Ma l'Ordine degli Psicologi frena: "Non si risolve l'emergenza sanitaria sulla pelle dei bambini"

A frenare sull'ipotesi rinvio, nella mattinata odierna, sono stati però gli psicologi toscani, i quali hanno lanciato un appello a riaprire ed evitare la Dad: “La scuola riapra e rimanga aperta, non si risolve l'emergenza sanitaria chiudendo le aule e recludendo bambini e ragazzi in casa”. Nessun rinvio alla ripresa delle lezioni in presenza, dunque, "non più sulla pelle di bambini, giovani e famiglie" chiedono gli psicologi.

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“Ai giovani servono le relazioni per crescere, senza sono mutilati - dichiara senza tanti giri di parole la presidente dell'Ordine, Maria Antonietta Gulino -. La chiusura della scuola, con l'isolamento e l'impoverimento relazionale conseguenti, ha prodotto disagi psicologici importanti; già lo scorso anno sono aumentati tra i giovani e i giovanissimi episodi di autolesionismo, disturbi del comportamento alimentare, fobie sociali, problematiche relazionali, disturbi ansiosi e depressivi e quest'anno i numeri tendono a crescere. Dobbiamo fare di tutto per non tornare alla didattica a distanza: la conoscenza e la crescita dipendono dall'incontro e dal confronto, dalle relazioni con gli altri, che sono altamente compromesse davanti a uno schermo”.

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I rischi sono l'aumento di ansia, di aggressività in famiglia e fuori, l'isolamento e il ritiro sociale. “Ai bambini viene a mancare il gioco con gli amici, il confronto e lo scontro costruttivo con gli altri - prosegue la presidente dell'Ordine degli psicologi della Toscana - elementi che servono a fare quelle esperienze necessarie per creare i fondamenti della personalità. In particolare per gli adolescenti, è un periodo della vita in cui è importante stare con i coetanei e differenziarsi dai genitori: togliere loro le relazioni con i compagni, con il gruppo classe, con gli insegnanti, significa mutilarli e rallentare duramente il loro percorso di crescita. Sono stati come leoni in gabbia, hanno sacrificato a lungo la loro attitudine emotiva e relazionale, disattivarli ancora vuol dire non rispettare il loro percorso di vita e sottoporli ad uno stress psicologico non più sostenibile”.

Quindi “dobbiamo incoraggiare l'apertura delle scuole, garantendone la sicurezza” conclude Gulino, ricordando che nella legge di Bilancio approvata dal governo sono previsti 20 milioni di euro per lo "psicologo a scuola", per supportare il personale delle istituzioni scolastiche, gli studenti e le famiglie attraverso servizi di supporto psicologico per la prevenzione e per il trattamento dei disagi e delle conseguenze sociali derivanti dall’emergenza epidemiologica. “Un segno che il governo sta investendo nella scuola: chiuderla adesso sarebbe un incomprensibile controsenso”.

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