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Covid, Giani: "Contagi in calo, possiamo sperare in zona gialla" / VIDEO

"Abbondantemente sotto 200 casi su 100mila. Riduzione ricoverati"

Il presidente Eugenio Giani non si sbilancia ma è fiducioso sul ritorno della Toscana in zona gialla da lunedì prossimo. "I due principali indicatori, ovvero i contagi e i ricoveri ci vedono in una fase calante- spiega il governatore a margine di una conferenza stampa - anche l'Rt ci può portare a sperare questo, perché risulta fra 0,82-0,86 quindi al di sotto della soglia di 1 indicata per la zona arancione".

Giani prova a mostrare anche cautela: "Non posso dare valutazioni- ammette- dipende dal ministero della Sanità, sentito il comitato tecnico scientifico. Il Cts si riunirà domani". Tuttavia non rinuncia a sottolineare i progressi avvenuti nella lotta al Covid in Toscana: "Stamani siamo abbondantemente sotto i 200 casi su 100 mila abitanti, rispetto agli oltre 250 della zona rossa. I nuovi contagi- evidenzia- sono poco più di 1.000 quando a volte il giovedì ne abbiamo visti, anche in tempi recenti, più di 1.600. Vediamo inoltre una riduzione dei ricoverati. È un fatto progressivo che avviene da qualche giorno. Resta una forte presenza nelle terapie intensive, ma comunque sempre minori rispetto alla soglia dei 300 a cui ci eravamo avvicinati".  

Esclusa l'ipotesi microzona rossa 

Il governatore ha anche escluso l'ipotesi di applicare restrizioni da zona rossa in alcuni territori nei quali l'incidenza dei contagi è più alta della media, come la provincia di Prato, qualora la Toscana dovesse approdare in zona gialla. "Se la Toscana finisce in zona gialla entriamo tutti in zona gialla. Se ci sono dei comuni in cui si vedono focolai in una scuola o elementi di contagio in alcuni luoghi o assembramenti, ad esempio in un parco, saranno i sindaci a provvedere direttamente".

"Le isole di disciplina- aggiunge - per me rappresentano un meccanismo utile a controllare una fase ascendente del contagio. E quindi quando ci siamo trovati come Toscana in zona arancione ho usato questo metodo per isolare le zone dove il contagio stava lievitando". In questo caso, sostiene Giani, "siamo in una fase differente e tutto ci porta a pensare che in un luogo prima, in un altro più tardi decadano i fattori di contagio. In una fase del genere non accade in nessun'altra regione italiana" di avere micro zone rosse. Pertanto, conclude, "sono per mantenere la Toscana come un blocco omogeneo".  

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