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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Cronaca Coverciano

Il centro tecnico di Coverciano a rischio chiusura, Gravina invoca l'intervento dello Stato

Il presidente della Federcalcio lancia l'allarme: "Bollette da 79 mila euro. Situazione anche peggio della pandemia"

I salatissimi rincari dei costi energetici non risparmiano nessuno, neanche il dorato mondo del calcio. L'ultimo grido di allarme arriva da Coverciano, sede del centro tecnico federale dove si raduna la Nazionale di calcio azzurra. A farsi sentire è direttamente il numero uno del calcio italiano, Gabriele Gravina, che ha parlato dei gravi problemi cui deve far fronte in un'intervista concessa al “Messaggero”.

"A maggio è arrivata una bolletta elettrica di 26mila euro, a giugno di 45, a luglio di 79 - ha raccontato il presidente della Figc -. E deve ancora arrivare il gas. Voi capite che con quello che rischiamo di rimetterci ogni mese, non ci conviene restare aperti. Cosa faccio, chiudo e mando a casa le persone che ci lavorano? Sono preoccupato non solo per il calcio, per tutto il mondo dello sport. La mia preoccupazione è che siccome si parla di imprese, resti fuori l’associazionismo, che poi è la spina dorsale dello sport. Sarebbe un colpo mortale".

"È peggio della pandemia - ha aggiunto Gravina - perché allora con i protocolli siamo ripartiti, stavolta questo tsunami ci trova già a terra e non abbiamo contromisure, ci mancano i soldi. Così il calcio non si rialza più. Chiediamo, anzi pretendiamo pari dignità con tutti gli altri settori. Dalla Serie A alle giovanili. In questi giorni ci siamo mossi, sappiamo che sarà riconosciuto alle imprese come credito d’imposta una percentuale delle spese energetiche dei prossimi tre mesi. Ci saremo anche noi nella lista, mi auguro".

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