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Arrestata giudice del tribunale dei minori. L'accusa: "corruzione"

Domiciliari per il giudice onorario Rosa Russo: è accusata di aver "violato in modo sistematico e continuativo i doveri del proprio ufficio". L'inchiesta dei carabinieri a Massa, su alcune strutture di accoglienza per minori disagiati

Arrestato il giudice onorario del tribunale dei minori di Firenze Rosa Russo: è accusata di aver "violato in modo sistematico e continuativo i doveri del proprio ufficio", riferendo ai dirigenti di una cooperativa l’esistenza di indagini nei loro confronti e di "non aver comunicato ipotetiche notizie di reato nei loro confronti, apprese nell’ambito del suo lavoro".

L'inchiesta che la coinvolge è scoppiata a Massa Carrara e riguarda un presunto giro di corruzione relativo ad alcune case di accoglienza per minori disagiati, strutture considerate non a norma e in sovrannumero ma che i gestori riuscivano comunque a utilizzare.

Politici e controllori istituzionali, infatti, secondo l'accusa avrebbero ricevuto posti di lavoro per amici e parenti nelle stesse case di accoglienze gestite dai vertici delle cooperative.

Agli ospiti delle case di accoglienza, inoltre, secondo gli inquirenti, sarebbe stato somministrato cibo di scarsa qualità e in alcuni casi i minori avrebbero dormito in giacigli di fortuna. Chi tra di loro non si piegava alle condizioni veniva 'contenuto'.

L'inchiesta e gli altri indagati

L’inchiesta è nata in base ad esposti di ex dipendenti delle strutture stesse. Una decina le persone finite ai domiciliari: tra gli altri, oltre alla giudice, il sindaco di Villafranca Lunigiana Filippo Bellesi (centrodestra) che avrebbe concesso un’autorizzazione in deroga per una struttura con gravi carenze strutturali in cambio di assunzioni.

Domiciliari anche per Paola Giusti, responsabile centro affidi minori del Comune di Massa e per Rosanna Vallelonga, responsabile della commissione multidisciplinare Asl e direttrice della società della Salute della Lunigiana (in cambio di assunzioni di suoi amici non avrebbe programmato i controlli ispettivi nelle case di accoglienza di Aulla e Villafranca).

Stessa sorte per Mauro Marcelli, responsabile dell’ufficio Suap dei Comuni della Lunigiana all’epoca dei fatti, che avrebbe autorizzato tra l’altro l’attività di una casa di accoglienza ad Aulla.

Alessio Zoppi, Tamara Pucciarelli e Enrico Benassi sono invece i tre dirigenti della cooperativa "Serimper" accusati di corruzione e di traffico di influenze.

Indagato anche Stefano Benedetti, presidente del consiglio comunale di Massa e il consigliere comunale di Montignoso Marino Petracci, ex segretario del Pd di Massa: in cambio dell’assunzione di una parente, avrebbe aiutato la cooperativa per alcune contestazioni mosse dalla Regione Toscana.

Indagato infine per favoreggiamento e omessa denuncia anche il sindaco di Montignoso Gianni Lorenzetti che avrebbe ritardato i controlli di un abuso edilizio commesso dai dirigenti della cooperativa.

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