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Coronavirus: a Firenze il cuoco che dona visiere fatte con la stampante | FOTO

Il volontariato di Luca, appassionato di 3D: si è inventato il sistema per produrre le dotazioni sanitarie

Uno dei problemi per affrontare l'emergenza coronavirus, è ormai noto a tutti, è la mancanza di dotazioni sanitarie, utili soprattutto a medici, infermieri e volontari che in queste settimane stanno mettendo a rischio la loro stessa salute per salvare vite umane. La maggior parte delle nazioni si sono fatte trovare impreparate ad affrontare un'emergenza del genere. Ed ora, con una domanda che surclassa l'offerta, è corsa all'acquisto, di mascherine certo ma anche di guanti e maschere protettive. 

Eppure c'è chi, col "fai da te", riesce a trovare soluzioni preziose. Per di più senza guadagnarci un euro. Ha trovato alcune indicazioni su un sito spagnolo, popolo messo in ginocchio come il nostro dal Covid-19 e, da appassionato di 3D, ha iniziato a produrre le maschere semplicemente con una stampante.

E' la storia di Luca Tempestini, 31enne pratese di professione cuoco, che da un garage in località Caldine, nel comune di Fiesole alle porte di Firenze, è al lavoro per dare una mano alla protezione degli operatori sanitari. Insieme ad alcuni amici, tutti volontari, realizzano i dispositivi: un'ora e mezzo per riprodurre il modello in plastica, sul quale poi viene montata la protezione in pvc. "Funziona, è leggera e pratica: si può sanificare e riutilizzare", spiega intervistato dal Tgr Toscana.

Il padre è stato il tramite che ha fatto partire la macchina: nei giorni scorsi ricoverato a Prato (non per il coronavirus), ha parlato con alcuni medici. E ora è lui, di professione fattorino, che consegna le maschere: "Abbiamo donato le prime 10 visiere all'ospedale Santo Stefano di Prato la scorsa settimana - spiegano - altre 40 in consegna in questi giorni, ma abbiamo già una valanga di richieste da Rsa, vigili del fuoco, pronto soccorso, volontari ecc.".

Luca e la sua praticità, anche grazie a social network e chat, sta dando impulso ad altri "produttori improvvisati" per quella che, in questo momento, rappresenterebbe una spirale fondamentale nella realizzazione delle necessarie protezioni. Lui, però, spera di tornare presto a fare il suo mestiere, che svolge in un hotel del centro di Firenze chiuso momentaneamente per l'emergenza: "La cucina è il mio vero amore, quello che ho sognato sempre di fare". 

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