La Regione sblocca la vendita di cancelleria e giocattoli nei supermercati. Esultano i genitori, protestano i commercianti

L'assessore Grieco: “Raccolto l’appello delle famiglie”. Cartolai e giocattolai: "Noi figli di un dio minore"

Edicole e supermercati in Toscana potranno vendere, oltre ai giornali e ai generi alimentari, anche il materiale indispensabile per la prosecuzione delle attività scolastiche e i giocattoli.

Grazie all’ordinanza firmata dal presidente Enrico Rossi, la Regione ha fatto proprio l’appello dei genitori toscani raccolto dalla consigliera regionale Pd Alessandra Nardini, affinché nell’ambito di quanto stabilito dai recenti decreti del governo, fosse consentito l’acquisto della cancelleria che serve agli studenti per continuare le attività scolastiche e ai bambini più piccoli come gioco e svago, durante le ore di isolamento a casa. "Con i bambini a casa di pennarelli, fogli ma anche giochi c’è bisogno” ha detto Rossi.

In un primo momento, i decreti del governo erano stati interpretati in senso restrittivo e così nei supermercati e nelle edicole gli articoli di cancelleria comparivano coperti da nastri e cartelli e che ne dichiaravano vietata la vendita. Ciò aveva fatto arrabbiare non poco le  mamme, provocando la 'battaglia dei pennarelli'.

Una battaglia che in Toscana si è già conclusa: oltre alla possibilità di usufruire delle consegne a domicilio, che non sono però in grado di raggiungere tutte le famiglie, l’ordinanza del presidente consente l’attività di commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per uffici, l’attività di commercio al dettaglio di giochi e giocattoli, all'interno delle attività di vendita di generi alimentari o di altre attività commerciali non soggette a chiusura.

“In un periodo in cui le attività pratiche sono drasticamente limitate - commenta l’assessore a istruzione, formazione e lavoro Cristina Grieco - non ha senso privare i bambini degli strumenti necessari per proseguire una delle poche attività manuali possibili anche nell’isolamento a casa. Didattica a distanza non significa, soprattutto per i più piccoli, attività esclusivamente digitali. L’acquisto di pennarelli, matite, quaderni mentre si fa la spesa per generi alimentari o giornali, non comporta peraltro alcun rischio ulteriore e rappresenta un riconoscimento delle esigenze delle bambine e dei bambini”.

Il via libera della Regione alla vendita di questi nei supermercati, tuttavia, non va giù ai commercianti. Che protestano: “È inammissibile la decisione della Regione Toscana di autorizzare la vendita di materiale di cancelleria e giocattoli all’interno dei supermercati. E cartolerie, cartolibrerie e giocattolai? Sono forse imprese figlie di un dio minore?”.

La protesta viene da Confcommercio Toscana a nome delle piccole imprese del settore: “il decreto governativo dell’11 marzo ha imposto la chiusura di queste come di altre tipologie di negozi. Non è passato molto prima che le famiglie iniziassero a lamentarsi, in particolare della difficoltà a procurarsi penne e quaderni per i compiti scolastici dei figli”, ricorda il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni.

“Tante cartolerie si sono attrezzate con la consegna a domicilio, più per offrire un servizio ai clienti che per tentare un nuovo business remunerativo. Lo stesso hanno fatto i negozi di giocattoli. Ora però la Regione Toscana di fatto ha deciso di buttarli fuori dal mercato favorendo solo alcune imprese. Per noi è: o tutte o nessuna! Se si riconoscono la cancelleria e i giochi come prodotti di prima necessità, allora anche cartolerie e giocattolai devono tornare ad aprire. Altrimenti non si capisce perché lo stesso prodotto posso acquistarlo da qualcuno sì e da qualcun altro no. La concorrenza sul mercato dovrebbe sempre giocarsi sul piano della lealtà, ma è soprattutto in momenti come questi – di difficoltà enorme – che certe sperequazioni diventano insopportabili”.

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Confcommercio Toscana ne fa anche una questione di salute e sicurezza, oltre che di concorrenza sleale: “Vogliamo aumentare le file di persone fuori e dentro i supermercati? Non sarebbe forse più comodo e salutare per tutti distribuire i clienti fra più tipologie di negozi? Troviamo davvero strano e incoerente che l’assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo prima inviti i cittadini a privilegiare i negozi di vicinato, e poi li obblighi ad andare nei supermercati se vogliono approvvigionarsi di cancelleria e giochi”.

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