Cronaca

Trasporto pubblico, i pendolari del Valdarno: "Bus al 50% della capienza, bene. Ma i treni?"

Gli utenti chiamano in causa il neo assessore regionale ai trasporti. Tozzi (Lega): "Regione li ascolti, non vogliamo pensare che esistano cittadini di serie B"

"Ci vogliono decisioni urgenti e azioni anti contagio concrete non solo per gli autobus, ma anche nel trasporto ferroviario regionale, per rendere più sicuri i pendolari, sia lavoratori che studenti". E' l'appello del portavoce del comitato pendolari Valdarno Direttissima, Maurizio Da Re, al neo assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli.

"Non solo gli autobus ma anche i treni regionali devono essere portati al 50% della capienza - spiega il portavoce dei pendolari - vanno convinti i sindaci, gli enti pubblici e le aziende private per un nuovo e maggiore ricorso allo smart working dei lavoratori, così da ridurre la mobilità e l'uso del trasporto pubblico nelle ore di punta".

Come noto, infatti, il governatore della Toscana Eugenio Giani ha da poco annunnciato il 'dimezzamento' dei posti sui bus (insieme a una implementazione del numero di veicoli) in funzione anti Covid-19.

"Altrettanto importante è rivedere con RFI e Trenitalia la programmazione dei treni nelle ore di punta del mattino come del pomeriggio - aggiunge Da Re - perchè ci siano più corse di convogli e più puntualità, e nello stesso tempo cercare di acquistare nuovi treni sul mercato, modificando il contratto di servizio con Trenitalia".

Sulla vicenda interviene la consigliera regionale Elisa Tozzi, eletta nel Valdarno fiorentino nelle liste della Lega. "Come rappresentante di tutti i cittadini valdarnesi, invito il neo assessore a non lasciare cadere nel vuoto l'appello dei pendolari - afferma Tozzi.- Mai e poi mai deve passare l'idea che esistano cittadini di serie A e cittadini di serie B".

"Come opposizione responsabile, siamo pronti a portare le nostre proposte e le nostre idee per i pendolari in consiglio regionale - aggiunge Tozzi.-. Oggi più che mai, al di là dei colori politici, dobbiamo infatti collaborare lealmente alla salvaguardia di due diritti essenziali: quello alla salute e quello al lavoro".

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