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"Pronti per superiori in presenza al 50%". La Regione fa infuriare il mondo della scuola

Il comitato Priorità alla Scuola replica all'assessore Baccelli: "Dopo 8 mesi dall'inizio dell'emergenza non c'è ancora un piano per il trasporto pubblico"

Si discute di riaprire praticamente tutto, ma per le scuole superiori, da settimane ormai di nuovo in didattica a distanza, la prospettiva al momento sembra al massimo quella di riaprire a metà.

"Mondo della scuola e mondo dei trasporti faranno ciascuno la propria parte, così da essere pronti a ripartire con il 50% di capienza dei bus se anche la scuola ripartirà con il 50% della didattica a distanza. La soluzione 50% e 50% è praticabile, mentre non credo che saremmo in grado di assorbire in sicurezza una riapertura al 100% delle scuole superiori dal 9 dicembre o anche nelle settimane immediatamente successive", ha infatti dichiarato ieri l'assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli, al termine del primo incontro del neonato Comitato regionale permanente sul Trasporto pubblico locale. Senza meglio specificare cosa possa intendersi per "settimane successive".

Parole che hanno mandato su tutte le furie il mondo della scuola, anche perché confermano che il principale motivo che porta a chiudere gli istituti è quello della mancanza di un adeguato sistema di trasporto pubblico. E non il pericolo di contagio nelle classi. Presidi, insegnanti, alunni, che in più occasioni anche a Firenze negli ultimi giorni hanno tenuto lezioni in presenza di fronte alle scuole chiuse come segno di protesta, chiedono invece a gran voce la riapertura.

"Non è possibile che dopo 8 mesi dall'inizio dell'emergenza dalla Regione dichiarino senza alcuna vergogna che non sono in grado di riportare a scuola più del 50% degli studenti", attacca senza giri di parole Costanza Margiotta, docente e portavoce nazionale del comitato Priorità alla Scuola.

"Non hanno pensato a possibili scaglionamenti, né a distinguere la mobilità dei lavoratori dalla mobilità degli studenti. Ci dicono solo che non sono in grado di far riaprire le scuole. E non solo non sono pronti oggi, ma, ancora più grave, manca un piano per assicurare che almeno da gennaio si possa tornare in presenza al 100%", aggiunge Margiotta.

Sono in molti ormai a pensare che tra gennaio e febbraio, dopo le riaperture delle prossime settimane in vista del Natale, possa arrivare una terza ondata. L'ultima beffa sarebbe quella che questa terza ondata non faccia ripartire gli istituti nemmeno a gennaio.

"Un piano sul trasporto pubblico per la riapertura al 100% a gennaio ad oggi non c'è e sembra che nemmeno si cerchi di farlo, come se ormai fosse già 'andato' anche tutto questo anno scolastico", ribadisce la portavoce di Priorità alla Scuola.

"In tutta Europa al calare dei contagi le scuole sono riaperte, perché le nostre restano chiuse?", chiede Margiotta.

L'ultimo spiraglio pare restare quello di lunedì 14 dicembre. Un ipotetico ritorno in classe per una decina di giorni, prima della nuova chiusura per Natale. "Sarebbero dieci giorni importantissimi, anche per la salute psico-fisica di ragazzi e ragazze". La ministra Azzolina e il presidente del consiglio Conte premono per riaprire, mentre praticamente tutti i presidenti di Regione, oltre ad altri vari ministri, chiedono di rimandare a gennaio.

"Per gennaio saremo pronti", assicurava qualche giorno fa a margine di una conferenza stampa il presidente Eugenio Giani. Dalle parole del suo assessore Baccelli questo ancora non sembrerebbe. Sabato alle 15, meteo permettendo, Priorità alla Scuola sarà in presidio al Duomo sotto la sede della Regione. "Faremo una scenografia a forma di autobus". Il messaggio è chiaro.

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