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Coronavirus: Toscana a un passo dalla zona rossa. Nardella: "Firenze linea Maginot"

Il sindaco di Firenze: "Resistere non è facile, ospedali al limite". E ringrazia i cittadini

La Toscana è a un passo dalla zona rossa e le prossime 36 ore saranno decisive. L'indice Rt migliora, addirittura è intorno a 1,08 quando la soglia critica è 1,25 ma è l'incidenza dei nuovi positivi che rischia di inguaiare la Toscana. Il dato, scrive l'edizione odierna de La Repubblica Firenze, da giovedì a ieri si attestava intorno a 240 casi su 100 mila abitanti, quando il tetto per il mini lockdown in base ai nuovi criteri nazionali è fissato a 250. Se tra oggi e domani in regione si sfiorassero i 3 mila casi, la Toscana potrebbe addirittura finire in rosso, tutta, già nel monitoraggio nazionale di venerdì, e dunque a partire da domenica 21.

È poco probabile - spiega il quotidiano - perché tra mercoledì 17 e giovedì 18 marzo dovrebbero essere registrati più di 2.900 casi complessivi (1450 al  giorno), tanti di più rispetto a quelli degli ultimi due giorni (lunedì 1.106, ieri 1.247). Se anche però, come sperano in Regione, ce la cavassimo e rimanessimo sotto 250 e dunque arancioni, rischiamo comunque grosso la prossima settimana, col monitoraggio del 26, perché la curva dei contagi, sebbene con meno intensità, continua a impennarsi.

Nardella: "Firenze, linea Maginot"

Firenze, ovvero la zona più popolosa della Toscana, per ora sta reggendo, sebbene con dati in peggioramento: basti pensare che l'incidenza nella settimana 8-14 marzo di Firenze città è stata di 151 mentre nella settimana precedente era intorno a 134. E lo stesso nei Comuni della cintura. Se l'alta marea si tramutasse in ondata in quest'area non solo il rosso sarebbe inevitabile per la Toscana ma a risentirne sarebbe tutto il sistema ospedaliero regionale, già molto sotto stress, con 1.669 ricoveri ordinari per Covid (26 in più rispetto a lunedì) ieri, di cui 239 in terapia intensiva (2 in meno) e un numero di morti ancora significativo, ieri 18.

"Firenze è rimasta la linea Maginot del contagio, è davvero l'ultimo argine" della Toscana arancione, prima cioè di scivolare in fascia rossa. Ne è convinto il sindaco Dario Nardella, come spiega a Radio Toscana. Restare in arancione "non sarà facile, ma certo non potremo dare la colpa ai cittadini, perché per ora si stanno impegnando al massimo. Purtroppo la situazione nelle altre regioni la conosciamo, ma ce la metteremo tutta. Voglio mantenere un minimo di ottimismo, anche se diventare rossi non è una vergogna, ma un meccanismo che serve a tenere sotto controllo il virus".

Il sindaco, in effetti, è preoccupato soprattutto per la situazione negli ospedali, il "ritmo con cui vengono occupati i posti letto. Siamo veramente al limite, stiamo combattendo". Perché, sottolinea, "noi siamo arancioni da un punto di vista epidemiologico, ma già in emergenza per quel che riguarda la pressione negli ospedali. Ne ho parlato con l'Asl lunedì e praticamente con i pazienti Covid siamo oltre il 50% dei posti letto totali" dell'area.

"Questo vuol dire sottrarre posti letto alle terapie ordinarie, un grosso problema. Per fortuna Careggi ha ancora buoni margini - aggiunge Nardella - attenzione però: l'ondata dei ricoveri arriva una, due settimane dopo i dati dei contagi e dell'rt. E se pare si stia stabilizzando la curva del contagio, noi ci aspettiamo un aumento sull'occupazione dei posti letto: delle terapie intensive, subintensive e ordinarie Covid".

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