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Coronavirus, l'annuncio di Fondazione Toscana Life Science: "Anticorpi monoclonali disponibili a primavera"

L'istituto di ricerca inizierà i test a fine anno. Rappuoli: "Avranno costi accessibili"

Dovrebbero arrivare a marzo le prime dosi di anticorpi monoclonali 'made in Italy' da distribuire alla popolazione. Entro fine anno, infatti, la Fondazione "Toscana life sciences" inizierà i test sulle persone.

A fare il punto sulla ricerca è stato il coordinatore Rino Rappuoli, nel corso di una conferenza stampa indetta nella mattinata odierna da Coop Alleanza 3.0 e Unicoop Firenze. "Stiamo lavorando per avere i monoclonali disponibili su larga scala per marzo 2021", conferma Rappuoli.

La tempistica

Entro fine anno dovrebbe dunque partire la sperimentazione sulle persone. Sarà in due fasi: la prima, su un numero ristretto di volontari adulti sani, testerà se l'anticorpo è sicuro e se ha la durata giusta; la seconda fase, a distanza di una settimana, riguarderà invece 500 persone positive al covid per verificare le capacità di cura dell'anticorpo.

Il vaccino e i monoclonali "arriveranno più o meno nello stesso periodo, tra febbraio e marzo - sottolinea Rappuoli - prima con dosi limitate e poi il numero aumenterà nel tempo. La quantità più grande dovrebbe arrivare nella seconda metà del 2021". I due farmaci "sono complementari - rimarca lo scienziato - servono entrambi per controllare l'epidemia".

La procedura

Secondo Rappuoli, la procedura "ideale" vedrebbe prima l'iniezione dei monoclonali e poi del vaccino. L'anticorpo, spiega l'esperto, ha una durata di sei mesi ed è per la copertura iniziale in attesa che cominci ad agire il vaccino. Dalla prima dose del siero infatti servono 45 giorni (richiamo compreso) perchè inizi la copertura. Inoltre i monoclonali rappresentano anche una cura contro il covid, mentre "il vaccino questo non lo può fare".

I costi

I monoclonali, sottolinea Rappuoli, "esistono già per altre patologie, ma costano decine di migliaia di euro. Questi invece avranno costi più accessibili", garantisce lo scienziato toscano. Che poi aggiunge: "Non siamo preoccupati se anche altri producono i monoclonali. E' una pandemia globale e non ci saranno abbastanza dosi per tutto il fabbisogno. Io stesso ho suggerito al Governo di cercare intanto quelli della Eli Lilly", i primi che dovrebbero arrivare sul mercato, per iniziare a distribuirli alla popolazione. "Magari avessimo più dosi - choisa Rappuoli - c'è bisogno di tutti".

Il monitoraggio

Una volta portata a termine la ricerca sui monoclonali, però, il lavoro non è destinato a fermarsi. "Il covid muta- ricorda lo scienziato- nel mondo ci sono già virus diversi. Noi dobbiamo capire come gli anticorpi reagiscono a queste mutazioni e come prevenirle". Quindi "dovremo continuare a studiare, a monitorare il virus e gli anticorpi. Dovremo essere sempre un passo avanti al virus, se ci rilassiamo vince lui", avverte infine Rappuoli.

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