Cronaca

Coronavirus: la Toscana vede arancione. Nardella: "Siamo sulle montagne russe dei colori"

Nel pomeriggio odierno il 'verdetto' del Comitato tecnico scientifico sulla nostra regione. Confartigianato: "Servono ristori certi"

"Ritorno in zona arancione? Ricordo, senza polemiche, che due settimane fa lo avevamo detto che bisognava stare attenti ad abbassare la guardia. Il pericolo di tornare 'arancioni' è reale ma non dobbiamo angosciarci: tutte le regioni sono in questa situazione".

Lo ha detto ieri il sindaco Dario Nardella, commentando il probabile cambio di colore della Toscana che dovrebbe essere sancito nella giornata odierna, per le prossime due settimane. Il 'verdetto' del comitato tecnico scientifico arriverà nel pomeriggio.

Torna la zona arancione: cosa si può fare e cosa no

"Dobbiamo far attenzione all'impatto economico - ha aggiunto il sindaco -. Firenze sta soffrendo tantissimo, so che le regioni hanno già chiesto di esaminare alcuni allentamenti al nuovo governo, ma abbiamo bisogno di precauzione perchè in caso tornassimo arancioni dovremo essere bravi a rimanerci il meno possibile. Siamo sulle montagne russe dei colori".

Covid, Confartigianato: “Drammatico passaggio in zona arancione, servono ristori certi”

"Il ritorno in zona arancione sarebbe drammatico. Siamo fortemente preoccupati, soprattutto ora che si intravedono piccolissimi stimoli di ripresa. La questione non è più solo economica, ma anche psicologica: alzare il bandone e chiudere con questa frequenza, con un valzer estenuante di colori, sta diventato stressante e disarmante. Si rischia di perdere davvero la speranza nel futuro” commenta Alessandro Sorani, presidente di Confartigianato Imprese Firenze, sul probabile inasprimento delle misure anti-contagio e la conseguente chiusura al pubblico di ristoranti e bar.

“I dati di contagio molto spesso non riguardano il mondo dell’impresa che si conferma essere un luogo sicuro - aggiunge Sorani -  I ristoratori e gli imprenditori hanno investito soldi ed energie per mettere in sicurezza i loro locali, sarebbe folle continuare a non premiare questi sforzi. Ci auguriamo che se davvero la zona arancione diventasse certa, ci siano almeno ristori certi e concreti. Le attività di ristorazione animano le città, le rendono vive, e in una situazione drammatica come quella attuale hanno tutti gli strumenti per continuare a farlo in sicurezza”

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