Coronavirus, via a screening di massa: “400mila test sierologici per far ripartire la Toscana”

Il presidente della Regione Enrico Rossi: “Accordo con 61 laboratori privati, almeno 10mila test al giorno”

Foto da PisaToday

Screening di massa alla popolazione toscana, grazie ad un piano che prevede di effettuare 400mila test sierologici su altrettanti cittadini toscani, grazie anche all'accordo con 61 laboratori di analisi privati. Così da poter mappare e individuare meglio il contagio del coronavirus e poter poi ripartire in maggiore sicurezza. E' l'obiettivo del piano annunciato ieri dal presidente della regione Enrico Rossi.

Nell'ambito dell'emergenza coronavirus, “è stato definito l’accordo per l’effettuazione dei test sierologici. Sono 61 i laboratori privati che hanno dato disponibilità ad effettuare test per conto della Regione ad integrazione del lavoro già fatto dal SSR (Sistema sanitario regionale, ndr)”, annuncia Rossi, che parla della "più grande iniziativa di screening di massa che sia mai stata affrontata in Italia".

“Un primo blocco di test – spiega Rossi -, è in corso da parte del SSR, con 140mila test riservati prioritariamente a lavoratori di sanità pubblica e privata, ospiti delle Rsa e operatori delle stesse. Questo ci consentirà una prima valutazione epidemiologica del passaggio del virus tra i cittadini più esposti. A questi si aggiungeranno test su forze dell’ordine, i volontari e le badanti”.

“Un secondo blocco riguarda impiegati nei servizi essenziali rimasti aperti fin dal decreto dell’11 marzo, con priorità ai lavoratori più esposti al contatto con altre persone: piccola e grande distribuzione alimentare, aziende che si occupano dei rifiuti, dipendenti pubblici a contatto con l’utenza, operatori di uffici postali, bancari, operatori di servizi a domicilio, riders, giornalisti, edicolanti, operatori di trasporto pubblico, pompe funebri, tassisti, chi lavora nella logistica”.

L’accordo “prevede che la Regione fornisca ai privati almeno 250mila test sierologici (ai quali si aggiungono quelli effettuati dal Servizio sanitario regionale) a fronte della loro disponibilità ad effettuare almeno 10mila test al giorno".

I laboratori potranno anche effettuare esami sierologici in forma privata a persone appartenenti alle categorie di filiera essenziale individuate dal decreto dell’11 marzo, ad un costo complessivo di circa 25 euro.

“Se sommiamo i test in corso per conto del Ssr e quelli affidiamo ai privati - dice Rossi -, siamo di fronte alla più grande iniziativa di screening di massa che sia mai stata affrontata in Italia che ci consentirà di raggiungere ben 400mila lavoratori tra quelli maggiormente esposti al contagio al fine di tutelare al meglio la loro salute e quella collettiva”.

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“Non esistono ora strumenti assoluti per risolvere la diagnostica di un caso nuovo e complesso come quello della diffusione del coronavirus. La nostra politica è sviluppare l’uso dei tamponi e in Toscana ne abbiamo fatti oltre 80mila. Grazie a tamponi e test sierologici tracceremo una mappa conoscitiva della diffusione del virus e da questa indagine - conclude il presidente della Regione -, emergeranno utili valutazioni per procedere, d’intesa con il governo nazionale, all’organizzazione della fase 2, che dovrà mettere al primo posto la salute dei lavatori e dei cittadini”.

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