Cronaca

Coronavirus e fertilità: il 'boom di nascite non ci sarà', a causa dell'incertezza economica

Uno studio Unifi-Bocconi su Science sfata il mito del "picco di natalità" post-lockdown

Uno studio dell’università di Firenze condotto assieme all'Università Bocconi di Milano spiega perché, tra qualche mese, non ci sarà l'annunciato 'boom delle nascite' prodotto dal lockdown. Anzi.

Durante la quarantena, in molti avevano parlato di un possibile aumento sostanziale di neonati nel breve periodo, dato il molto tempo passato in casa da tante coppie nel nostro Paese.

Invece questa potrebbe rivelarsi solo una leggenda: niente baby boom di "covidini", come illustra una ricerca condotta a braccetto dagli esperti di Firenze e Milano.

Lo studio delle due università è stato pubblicato sulla rivista Science. A curarlo, i ricercatori della Università Bocconi Arnstein Aassve, Nicolò Cavalli, Letizia Mencarini, Samuel Plach e Massimo Livi Bacci dell’Università di Firenze.

Dalla ricerca emerge come “uno scenario probabile è che la fertilità nel breve periodo diminuirà, almeno nei Paesi ad alto reddito”.

Tra i potenziali fattori che porteranno a un calo delle nascite, spiega ancora lo studio, c'è l’incertezza economica che la sta facendo da padrona: senza soldi (o comunque, con meno soldi) è infatti più rischioso e azzardato fare figli.

I ricercatori sottolineano anche come risulti di fatto invertito il trend storicamente registrato, per esempio, durante le guerre mondiali o altre pandemie, dopo le quali ci fu un vero e proprio picco della natalità nei paesi sviluppati.

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