Coronavirus: fuga degli studenti americani, in ginocchio migliaia di addetti

Un settore azzerato in pochi giorni: scuole, insegnanti e indotto insieme in piazza

Foto: Isi Florence

Occupano svariate decine di palazzi storici fra i più belli del centro città, oggi rimasti deserti a causa dell'emergenza coronavirus. Gli americani, insieme ad altri nordamericani, sono tutti scappati in patria e adesso rischiano di non tornare più, mettendo in ginocchio un comparto enorme che dà lavoro a migliaia di persone in tutta Firenze. E praticamente azzerato dall'oggi al domani, senza sapere se e quando tornerà ad esistere.

I lavoratori dei programmi universitari e delle scuole di lingua per stranieri portano in piazza le loro rivendicazioni. Le scuole, i loro insegnanti e tutto l'indotto, da quelli che offrono gli alloggi alla ristorazione, lanciano il loro "sos" alle istituzioni locali con un'iniziativa che si svolgerà domani, giovedì 28 maggio, alle ore 11 in piazza Signoria. Dove contano di essere in tanti.

"Il settore è in arresto cardiaco, intervenite o sarà la fine" è il loro grido di allarme. A causa dell'emergenza pandemica la sessione estiva di questi college e scuole di lingua è già andata in fumo. E la stessa cosa accadrà per quella di settembre.

"Prima di gennaio o marzo 2021 non ripartiremo sicuramente, - spiega David Marini, insegnante e fra gli organizzatori del gruppo"Noinsieme2020" - serve fare qualcosa al più presto per sostenere il nostro settore che altrimenti scomparirà".

Un'iniziativa che mette insieme i lavoratori e le loro imprese: "Insieme a noi protestano i nostri datori di lavoro, - sottolinea - dai contratti ai precari, passando per le partite iva e le imprese: ci sono attività commerciali e di ristorazione che vivono di queste scuole e che rischiano di non riaprire più". Molti senza paracaduti, ammortizzatori o diritti sociali. Gli stessi ristoratori che nei giorni scorsi sono scesi in piazza e non hanno riaperto le loro attività porteranno il loro sostegno all'iniziativa.

Queste scuole offrono servizi a 360 gradi e i loro clienti rappresentano sicuramente una certezza fra le più cospicue degli arrivi dall'estero. Scendendo in piazza i manifestanti vogliono accendere i riflettori sulla loro situazione.

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Alle istituzioni comunali, metropolitane e regionali, chiedono strategie di supporto economico per le imprese del settore e per tutti i lavoratori, compresi quelli che non rientrano nelle categorie riconosciute per legge o per decreto ministeriale.

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