Coronavirus, i sindacati: “Stato di agitazione e possibile sciopero per i lavoratori dei supermercati”

L'annuncio con un comunicato di Cgil, Cisl e Uil: “Maggiore sicurezza per chi lavora, ridurre orari e aperture”

I tre principali sindacati, Cgil, Cisl e Uil, annunciano lo stato di agitazione per i lavoratori della media e grande distribuzione, supermercati compresi dunque. Annunciato, per ora senza ulteriori dettagli, anche un pacchetto di 16 ore di sciopero. Gli scioperi, che si fa sapere sarebbero "possibili e in arrivo", saranno nel caso proclamati dalle singole realtà lavorative.

Alla base della decisione, i sindacati lamentano la mancata risposta sulle richieste di maggiore sicurezza (compresa la riduzione degli orari di apertura) per i lavoratori del settore del commercio, in piena emergenza coronavirus.

“Le segreterie regionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil sono, con la presente, a proclamare per i punti vendita del settore commercio situati nel territorio regionale, lo stato di agitazione dei lavoratori e delle lavoratrici”.

Inizia così la lettera che le sezioni regionali dei tre sindacati hanno inviato a Federdistribuzione, Confcommercio, Confesercenti, Prefettura di Firenze e Regione Toscana.

“Tale dichiarazione deriva dal fatto che molte aziende del settore non hanno preso in considerazione le richieste che le scriventi hanno inviato, sia a livello nazionale che regionale, dove si chiedeva, in questa fase, di ridurre le fasce orarie di apertura al pubblico e di prevedere la chiusura di tutti i punti vendita nelle giornate domenicali collocate nella vigenza dei decreti legislativi emanati dalla Presidenza del Consiglio in merito alla difficile situazione sanitaria”, prosegue la lettera dei sindacati.

“Tali richieste, più volte reiterate, hanno visto in questa fase alcune aziende raccogliere le nostre sollecitazioni, anticipando l’orario di chiusura serale e chiudendo la domenica ed altre decidere, ad oggi, di non prevedere alcuna riduzione e neppure alcuna chiusura domenicale. Si sta quindi determinando un quadro di non omogeneità e confusione del settore che, oltre a creare uno svantaggio per le aziende più virtuose, potrebbe sfociare in un sovraffollamento nei punti vendita che rimarranno aperti, con evidenti e gravi problemi di contagio”, scrivano i sindacati.

“Le nostre richieste sono finalizzate a porre, sia i lavoratori che le lavoratrici del settore, in una condizione di estrema sicurezza, anche da un punto di vista psicologico. Le lavoratrici ed i lavoratori del terziario/commercio e della cooperazione, garantiscono con il loro lavoro, ormai da oltre tre settimane continuative, un servizio fondamentale alla collettività e lo fanno con sacrificio e abnegazione, spesso con turni stressanti. Adesso è il momento della responsabilità. Responsabilità di salvaguardare tutti, i cittadini, i clienti, ma anche i lavoratori e le lavoratrici”.

“Le nostre organizzazioni hanno convintamente diffuso il messaggio di responsabilità che si riassume nella ben conosciuta frase: IO STO A CASA, chiedendo alle lavoratrici ed ai lavoratori del settore di fare un grandissimo sforzo per il bene dell’intero Paese. Oggi, però, è arrivato il momento di dare anche a loro una piccola ma importante risposta riducendo le fasce orarie ed i giorni di apertura della distribuzione alimentare. Il servizio fornito dai nostri assistiti può essere garantito rimanendo aperti dal lunedì al sabato con una fascia oraria giornaliera che inizia alle ore 8 sino alle ore 19 massimo”, chiedono i sindacati.

“Per questi motivi, ritenendo irresponsabile il comportamento di quelle aziende che continuano a privilegiare il profitto al senso di responsabilità collettiva di cui il Paese ha bisogno, che dichiariamo a partire dalla presente lo stato di agitazione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori occupati nei punti vendita della Toscana, ponendo a disposizione delle nostre strutture territoriali un pacchetto di 16 ore di sciopero, che saranno utilizzate unitariamente a discrezione delle stesse”, annunciano i sindacati.

“Chiediamo anche alle istituzioni regionalmente competenti - conclude la nota -, di fare la propria parte, intervenendo in modo deciso ed orientato a sensibilizzare le aziende nell’uniformare gli orari di apertura al pubblico e le giornate di chiusura alla vendita, per tutte le realtà alimentari di media e grande superficie, presenti in Toscana”.

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