Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Coronavirus, l'allarme del sindacato dei camici bianchi: "In Toscana sindrome da burnout per i medici"

Simonelli: "Sicuramente in misura ormai stabile da più di dodici mesi, ovvero dall’inizio della pandemia. Il governo Conte ha imposto la reperibilità telefonica h24"

"La sindrome da burn-out dipende dalla risposta individuale ad una situazione professionale percepita come logorante dal punto di vista psicofisico. In tale contesto, l'individuo non dispone di risorse e strategie comportamentali o cognitive adeguate a fronteggiare questa sensazione di esaurimento fisico ed emotivo. Tutto questo riguarda chi esercita in ambito sanitario e in particolare nella medicina generale". E' quanto spiega Filippo Simonelli, vicesegretario e responsabile regionale del sindacato medici italiani per il settore assistenza primaria.

"Il medico di medicina generale è sicuramente affetto da tale sindrome in misura ormai stabile da più di dodici mesi, ovvero dall’inizio della pandemia. Il governo Conte ha imposto la reperibilità telefonica ,non prevista dal contratto, dal lunedì al venerdì per tutta la durata dell’emergenza, che non è ancora terminata e in Toscana l’ex governatore Rossi ha imposto con una serie di ordinanze la reperibilità telefonica anche il sabato e la domenica fino al maggio 20, ordinanze che i medici hanno accettato per senso di responsabilità collettiva ed etica professionale .In breve ci siamo ritrovati tra l’incudine della pandemia e il martello della burocrazia che ci ha costretto a lavorare in condizioni difficili, con messaggi ambigui e cangianti ogni piè sospinto" continua Simonelli.

"Impegnati in prima fila con gli over 80 ma mancano i vaccini"

"La nostra speranza - prosegue il sindacalista - era che nel 2021 la situazione migliorasse e la tensione lavorativa  potesse scendere a livelli accettabili, ma invece la situazione è stata se possibile peggiorata, perché alle incombenze dei precedenti si è aggiunto il problema della campagna vaccinale che in Toscana. Infatti, la medicina generale è impegnata in prima fila per gli over 80 senza avere un numero adeguato di vaccini con vincoli temporali e un ulteriore aggravio di burocrazia, nuovo portale su cui registrare i vaccinandi e vaccinati da riportare sul vecchio portale Sispc".

"Personale requisito per le Usca"

"In tutto questo si è inasprita la carenza cronica di disponibilità di colleghi per le sostituzioni, in quanto ormai per formare le Usca e coprire le necessità dei centri vaccinali le ASL hanno “requisito” tutti i medici disponibili con il risultato che per i medici di medicina generale è impossibile non solo programmare le assenze per il necessario recupero psico fisico ma è impossibile anche ammalarsi non potendo garantire la presenza di un collega in sostituzione. La situazione potrebbe trovare una soluzione benchè parziale nella  temporanea sospensione delle incompatibilità previste dall’ACN, rendendo così disponibili alcuni colleghi alle necessità della medicina generale sia di assistenza primaria che di continuità assistenziale. La  difficoltà è nota anche alle usl impedite a coprire gli incarichi temporanei che nella stragrande maggioranza vanno deserti" sottolinea Simonelli.

Covid: vaccini dai medici di famiglia

E spiega: "Leggendo l’ACN troviamo che “Il medico che non riesca ad assicurare la propria sostituzione, deve tempestivamente informarne l'azienda, la quale provvede a designare il sostituto prioritariamente tra i medici inseriti nella graduatoria e secondo l'ordine della stessa, interpellando prioritariamente i medici residenti nell'ambito di iscrizione del medico sostituito. In tale caso i compensi spettano fin dal primo giorno della sostituzione al medico sostituto, salvo quanto previsto dalla legge. E’ facile immaginare il caos assistenziale che si creerebbe se i medici in massa decidessero di avvalersi di questa norma contrattuale". 

L'appello

"La nostra proposta cerca di prevenire il disagio nella popolazione che si ritroverebbe di fatto privata del diritto costituzionale all'assistenza: speriamo, dunque, in un atto di buonsenso da parte dell’assessore regionale alla sanità in tempi brevi" conclude Simonelli.

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