Coronavirus e scuola, Rossi: “Governo non abbandoni bambini e ragazzi”

Anche il presidente della Regione in pressing sull'esecutivo: “La scuola non può fare a meno delle aule”

“Non si devono abbandonare i bambini e i ragazzi. Non bastano provvedimenti come il bonus o il congedo parentale. Né si può pensare di lasciare i figli soli in casa o portarli dai nonni”. Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, in un post su Facebook pubblicato questa mattina, chiede al governo più impegno per la riapertura delle scuole, invitando ad andare oltre la didattica a distanza.

“La scuola non può fare a meno delle aule e del rapporto personale. La ripresa in sicurezza può e deve essere realizzata”, prosegue il presidente.

Ma in che tempi e in che modi tornare? Rossi sollecita un piano per dare risposte entro settembre, quando l'esecutivo ha effettivamente previsto un ritorno nelle aule.

“Non basteranno le aule disponibili e bisognerà utilizzare tutte le strutture pubbliche, le palestre, i centri culturali e sociali, gli spazi di ritrovo di cui è ricco il nostro Paese. Non basteranno neanche gli attuali insegnanti per fare fronte a questo sforzo a favore dell'infanzia e dei ragazzi”.

“Può essere l’occasione per un rilancio straordinario dei servizi scolastici e dell’educazione che in questi anni, al pari della sanità, hanno subito tagli drammatici di personale e di investimenti. Bisognerà - prosegue Rossi -, insegnare in classi di piccoli numeri, rispettare la distanza, articolare l’attività su più turni e alternare lo studio con lo sport individuale, con il gioco, con altre attività culturali”.

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“Anche per i nidi si devono trovare soluzioni in sicurezza, ad esempio sviluppando i micronidi nei condomini e nei quartieri. Siamo già in ritardo - aggiunge Rossi -. Il governo non può lasciar passare il tempo per potersi così disimpegnarsi. Da maggio a settembre devono essere date risposte adeguate e di qualità”.

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