Coronavirus e salute: sciopero dei lavoratori a Nuovo Pignone e Leonardo

I sindacati chiedono misure più restrittive a tutela della salute degli operai

Da oggi, mercoledì 25 marzo, secondo le misure prese dal governo per arginare il contagio del coronavirus, le attività produttive "non essenziali" chiudono per due settimane.

Una decisione alla quale si è arrivati dopo polemiche e scontri, dopo che i sindacati da tempo chiedevano lo stop.

E anche oggi si registrano scioperi. Nell'area fiorentina, per esempio, braccia incrociata alla Baker Hughes - Nuovo Pignone, per lo sciopero di Cgil, Cisl e Uil, che, come riporta La Repubblica, chiedono che "chiuda tutto salvo la manutenzione delle macchine per l'energia elettrica e quelle dei clienti di interesse nazionale".

Sciopero anche, indetto dalla Fiom Cgil, alla Leonardo Finmeccanica e, riporta ancora Repubblica, alla Atop.

Repubblica Firenze riporta che sono circa 41.300 su circa 119.400 "le attività del territorio fiorentino che possono stare aperte senza nessuna richiesta alla prefettura (172mila addetti su 440mila)" e complessivamente in Toscana "sono autorizzate a lavorare 174mila aziende per 490mila lavoratori".

AGGIORNAMENTO ORE 16:35 "Nella giornata di oggi le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm hanno raggiunto un'intesa con il gruppo Baker Hughes Nuovo Pignone sulla diminuzione significativa delle presenze di lavoratori in azienda.

Nuovo Pignone è un'azienda di rilevanza nazionale per le macchine che consentono l'approvvigionamento energetico e l'accordo garantisce che proseguiranno solo le funzioni inerenti l'assistenza e la manutenzione delle stesse. L'intesa consentirà quindi al Paese, in questa situazione di emergenza, di continuare ad avere certezza sul corretto funzionamento della fornitura di gas ed energia elettrica a tutte le utenze ed in particolare ai presidi ospedalieri. Garantirà inoltre un'ulteriore diminuzione di lavoratori diretti e delle ditte esterne presenti in azienda, in quanto legati solo alle attività di assistenza e manutenzione delle macchine. Vorremmo infatti ricordare che negli stabilimenti del Nuovo Pignone già tutti i lavoratori impiegati sono in smart working da oltre una settimana.

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Le rivendicazioni dei lavoratori e le iniziative delle organizzazioni sindacali locali e nazionali hanno trovato le loro risposte. La salute prima di tutto, nell'interesse della collettività". Questo il comunicato diffuso nel pomeriggio di occi, mercoledì 25 marzo, dai coordinatori nazionali Fim Cisl, Alessandro Beccastrini, Fiom Cgil, Daniele Calosi e Uilm Uil, Davide Materazzi.
 

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