Coronavirus e via libera alle librerie, tra chi riapre e chi continua a domicilio: “Priorità alla salute”

C'è chi prosegue con il solo servizio a domicilio e chi riapre a metà: “Poco tempo per organizzarsi, difficile rispettare tutte le norme”

Le librerie da ieri, martedì, dopo l'ultimo decreto del governo e la successiva ordinanza regionale, possono di nuovo essere aperte. Per tanti, in questa serrata da coronavirus, una boccata d'ossigeno. Ma riaprire, rispettando strette norme su distanza di sicurezza e sanificazione, non è così semplice per tutti.

“Per il momento continuiamo con le consegne a domicilio. Chi vuole può venire a prendere i libri di persona ma li consegnamo noi, i clienti restano fuori”, spiega Vincenzo della cooperativa che gestisce la Marabuk di via Maragliano.

“La riapertura è arrivata un po' all'improvviso. In teoria sono favorevole alla possibilità di riaprire, un libro non è certo un bene superfluo. Nel concreto, rispettare tutte le norme, è molto più difficile. Forse era necessario più tempo. Poi - conclude l'uomo -, evitiamo le strumentalizzazioni. Le librerie indipendenti vanno sostenute sempre”.

Per ora in questo caso chi arriva per un libro deve accontentarsi, ma forse non è poco, dei consigli del libraio di fiducia, ma di entrare ancora non se ne parla. “Navighiamo a vista, se saremo in grado di garantire tutte le misure di sicurezza nei prossimi giorni potremo anche garantire l'accesso”.

Più o meno sulla stessa posizione i titolari della Todo Modo di via dei Fossi, Pietro Torrigiani e Maddalena Fossombroni. “E' positivo che si parli di libri, ma è impossibile per noi rispettare tutte le misure. La priorità è la salute, che le persone stiano a casa, quindi noi continuiamo a consegnare a domicilio, come già fanno librerie indipendenti in tutta Italia”, spiega Maddalena.

Ma c'è anche la consegna 'allo sportello' e proprio nel mentre una donna si ferma in auto e ritira 'al volo' il libro ordinato via telefono. “Le vendite proseguono, ma sono un decimo di quelle di prima”, conclude la donna.

Tra le grandi catene, Feltrinelli per ora resta chiusa, mentre ha riaperto subito la Libraccio di via Cerretani, nome che in tutta Italia conta oltre quaranta librerie. “Orgogliosi di riaprire, alle 14 abbiamo già avuto oltre cento persone”, esulta il direttore Giangi Marrali. All'ingresso, gel disinfettante per le mani e guanti per i clienti (senza mascherina non si entra).

“Ok guardare i cataloghi on line, ma in libreria è tutta un'altra cosa”, dice un cliente con sette otto libri in mano (foto sopra). Tornando alle piccole, tra le altre ha riaperto, solo la mattina, anche la PuntiFermi di via Boccaccio mentre oggi, mercoledì, riaprirà anche L'ora Blu di viale dei Mille. Un piccolo, piccolissimo, sprazzo di quasi normalità.

Quando scatta l'obbligo di mascherina

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