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Toscana zona rossa altre due settimane: le regole e i divieti in vigore

Tutta la regione resta con le massime restrizioni, ospedali sempre più sotto pressione

Prosegue la zona rossa per la Toscana, almeno fino a martedì 20 aprile compreso, come si evince dall'ultima ordinanza emanata dal ministero della salute.

Stesse restrizioni anche per Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia e Valle d'Aosta, mentre tutte le altre regioni sono in arancione (fino a fine mese nessuna possibilità di zona gialla in nessuna parte d'Italia).

A differenza che nei giorni di Pasqua e Pasquetta, torna il divieto di spostarsi per raggiungere abitazioni di amici o parenti e resta vietato ogni spostamento, tranne quelli per lavoro, necessità, salute o per svolgere didattica in presenza.

Restano chiuse tutte le attività commerciali non alimentari e non di 'prima necessità'. Chiusi anche, tra gli altri, parrucchieri e centri estetici. Per bar e ristoranti solo asporto o consegna a domicilio.

Quanto alla scuola, domani, mercoledì 7, riaprono in presenza, anche se in zona rossa, le scuole materne, elementari e le classi di prima media. Restano in didattica a distanza le seconde e terze medie e tutte le scuole superiori.

Sotto le tabelle con tutte le misure in vigore, come pubblicate sulla pagina Facebook di Anci Toscana, l'Associazione dei Comuni.

Come si vede dalle due tabelle, oggi martedì 6 aprile la Toscana è in zona rossa, ma ancora per effetto del precedente decreto. Da domani, mercoledì 7 aprile, prosegue la zona rossa (al momento per due settimane), ma per effetto del nuovo decreto.

Quanto alla situazione della pandemia nella nostra regione, i dati degli ultimi giorni sono preoccupanti, con l'aumento del numero dei contagi e soprattutto negli ultimi giorni con l'aumento del tasso di positività (ieri oltre il 21% sulle prime diagnosi).

Gli ospedali sono sempre più sotto pressione, con l'ordine dei medici ed i sindacati che hanno denunciato nei giorni scorsi una situazione vicina al collasso. Attualmente a livello regionale ci sono 1.948 ricoverati nei reparti Covid (ieri +60 ricoveri), dei quali 282 in terapia intensiva (ieri +8).

Ciò significa che se per i ricoveri totali non siamo ancora vicinissimi al picco della seconda ondata di novembre (qundo si arrivò oltre i 2.100 ricoveri), per le terapie intensive siamo vicini al picco di quel periodo, quando si toccarono le 298 persone ricoverate in rianimazione. Contemporaneamente, con gli ospedali sempre più sotto pressione per l'aumento dei casi di Covid il rischio è quella di una riduzione sempre maggiore, fino allo stop in alcuni casi, di tutte le altre attività ospedaliere e di cura.

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