Coronavirus, in quarantena da 80 giorni: ora rischiano di perdere il lavoro

La storia di una famiglia fiorentina confinata in un hotel di Montecatini. E due bambini senza scuola

Sono chiusi in una stanza d'albergo dal 17 luglio. 77 giorni di quarantena senza poter uscire neanche per una sigaretta. E' la storia di Giuseppe e Marta (i nomi sono di fantasia), confinati in un hotel di Montecatini Terme.

Loro, come tanti positivi al coronavirus, sono stati dirottati in una struttura per l'isolamento. "E' più sicuro, vivrete 15 giorni in camere separate con bagni separati. E guarirete prima", gli hanno detto. Poi i giorni sono diventati 20, 30, 40. Sono passati mesi e loro sono ancora lì. Ma nel frattempo rischiano persino di perdere il lavoro.

Giuseppe, come avete contratto il Covid?

"Non lo sappiamo. Abbiamo appreso di averlo quando, a luglio, è venuto a trovarci mio suocero dall'Albania. Si è sentito male ma non per il coronavirus: ha avuto un problema di stomaco ed è andato all'ospedale. Si è fatto il tampone di rito ed è risultato positivo. A quel punto in famiglia tutti ci siamo dovuti fare il tampone: io, mia moglie, i miei figli di 6 e 4 anni e altri familiari. Siamo risultati tutti positivi ma asintomatici".

E ancora non vi siete negativizzati?

"Alcuni dei tamponi periodici che abbiamo fatto in questo periodo sono risultati negativi, ma mai due di fila. Finché non sei negativo a due test consecutivi non puoi uscire, in poche altre nazioni fanno una procedura del genere. Se lo avessi saputo prima avrei fatto di tutto per evitare di entrare in questo hotel. Anche perché ora rischiamo persino di perdere il lavoro"

Perché? Che lavoro fate?

"Io il muratore, mia moglie la parrucchiera: entrambi siamo gli unici dipendenti delle aziende per cui lavoriamo. Per adesso senza di noi si stanno arrangiando, ma noi non sappiamo quando riusciremo ad uscire di qui e c'è un sacco di gente che ha bisogno di lavorare pronta a prendere il nostro posto. Abbiamo dovuto fermare tutto: stavo per comprare casa e non possiamo più farlo perché in isolamento non possiamo gestire le cose".

E i bambini? E' difficile per loro?

"Soprattutto fino ad oggi non sono potuti andare a scuola. Adesso almeno loro sono negativizzati e da domani potranno uscire e finalmente tornare in classe".

Come riempite la vostra giornata?

"E' molto difficile. Tutto il giorno qui non si fa niente, c'è solo una finestra, la televisione, i telefonini. Tra me e Cesare Battisti (l'ex brigatista fuggito all'estero e arrestato recentemente ndr) non c'è alcuna differenza, almeno lui l'ora d'aria ce l'ha".

Quando ci sarà il prossimo tampone?

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"Venerdì. Se risultassimo negativi potremmo uscire da lunedì, dopo 80 giorni di reclusione. Lo speriamo tanto".

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