Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Coronavirus, protesta degli operatori sanitari: "Da eroi a dimenticati, ora più assunzioni"

Iniziativa di fronte a tutti i maggiori ospedali della Toscana, in ballo anche il rinnovo del contratto e la stabilizzazione dei precari

Chiedono nuove assunzioni, sia per fronteggiare l'emergenza Covid ma anche per fornire servizi pubblici migliori per quando l'emergenza sarà terminata, più sicurezza sui luoghi di lavoro (che ora con il coronavirus significa, ad esempio, dispositivi di protezione individuali, dalle mascherine a tutto il resto, oltre alla facilitazione della possibilità di effettuare i tamponi), la stabilizzazione dei precari e il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, scaduto ormai da quasi due anni, il 31 dicembre 2018.

Sono gli operatori della sanità: medici, infermieri, Oss, scesi in piazza in tutta Italia per protestare e chiedere gli interventi di cui sopra. A Firenze questa mattina il presidio si è svolto di fronte all'ospedale di Torregalli. “Pubblico per il pubblico, lavoratori uniti per dare cure e servizi ai cittadini”, lo slogan dell'iniziativa, promossa congiuntamente, promossa da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa.

Presidi simili, per quanto riguarda la Toscana, si sono svolti di fronte agli ospedali di Prato, Lucca, Versilia, Massa, Pisa, Livorno, Cecina, Piombino, Portoferraio, Siena, Arezzo, Grosseto e Pistoia.

"Chiediamo sicurezza chi lavora deve poterlo fare senza rischi e senza diventare a sua volta elemento di trasmissione del virus, assunzioni per coprire i bisogni di salute oggi durante la pandemia ma anche nel futuro 'ordinario', e rinnovo del contratto nazionale del lavoro", chiede Alessandro Giorgetti, segretario provinciale della Funzione Pubblica Cgil.

"Aspettiamo delle risposte, perché è inutile chiamarci eroi in primavera e poi dimenticarci di noi", aggiunge Fabrizio Grassi, della Uil Fpl. "Tutti interventi, peraltro, che potevano essere pensati e programmati durante l'estate".

"Questa mobilitazione è importante perché non punta solo a dare sostegno ai lavoratori, nell'occhio del ciclone in questa emergenza, ma anche a chiedere un rafforzamento del sistema sanitario, a beneficio di tutti gli utenti e i cittadini toscani", la dichiarazione del segretario generale della Funzione Pubblica Cisl Toscana, Marco Bucci.

Un mobilitazione, quella di stamani, che in Toscana arriva a pochi giorni dalla polemica che ha visto contrapposti da un lato il presidente della Regione Eugenio Giani e dall'altro l'Intersindacale sanitaria, che racchiude i vari sindacati.

"Dove sono i finiti i 5mila assunti pochi mesi fa?", la richiesta polemica del governatore ai direttori sanitari delle Asl, arrivata dalle colonne del Corriere Fiorentino pochi giorni fa. "Numeri non veri", hanno risposto in sostanza i sindacati, perché in quella cifra rientra la stabilizzazione di chi già prestava servizio come precario (e sarebbero circa 3mila) e perché la cifra non terrebbe conto di pensionamenti (aumentati con il ricorso a 'quota 100') e dimissioni di chi è passato al privato o al convenzionato. Considerazioni che sono state portate anche questa mattina.

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