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Coronavirus, la protesta degli esercenti: "Aiuti subito o non riapriamo" / FOTO

In piazza della Repubblica presidio di Confesercenti: "Chi rispetta le regole deve poter lavorare, stop alla rendita"

Partite iva, guide turistiche, ristoratori, commercianti, albergatori. Tante le categorie ieri sera in piazza della Repubblica, per protestare contro le chiusure anticipate alle attività imposte dall'ultimo Dpcm e per chiedere alle istituzioni che gli aiuti promessi alle imprese arrivino subito.

"Chi rispetta le regole, chi ha investito per mettere in sicurezza la propria attività deve poter lavorare. Il rischio è che in tanti dopo questa crisi non riaprano", dice Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana.

"Ho un'agenzia che organizza tour turistici a Firenze. D'estate c'eravamo un po' ripresi, ora è di nuovo il buio. E mio marito è un piccolo albergatore, faccia lei", dice Paola, piccola imprenditrice.

Bus turistici noleggiati per aiutare il trasporto pubblico

"La chiusura alle 18 è insostenibile, è un lockdown mascherato. Ne va della vita nostra e dei nostri dipendenti. Non ci stiamo ad essere considerati quelli che fanno ammalare le persone", prosegue, megafono in mano, Gronchi, rivolto al centinaio di persone riunite in piazza.

Da Palazzo Vecchio, dove è in corso il consiglio comunale e dove il sindaco Nardella sta riferendo proprio sull'andamento del coronavirus, arrivano gli assessori al commercio Gianassi e al turismo Del Re, assieme alla neo vicesindaca Alessia Bettini, che proviene proprio dalle fila di Confesercenti.

"Stiamo facendo il possibile, siamo accanto a voi, abbiamo messo in campo tutte le misure possibili", spiega Gianassi, riepilogando le misure adottate da Palazzo Vecchio negli ultimi mesi su azzeramento o rinvii delle varie imposte locali.

"Ho due lauree  sono sempre stato precario, l'affitto non ve lo pago più", urla un giovane mentre parla l'assessore. Qualche attimo di tensione, mentre la digos a distanza tiene d'occhio quanto succede.

Perché in altre piazze d'Italia la situazione è sfuggita di mano. Anche a causa di chi, da nord a sud (a Napoli e Roma ad esempio criminalità organizzata ed estremismo di destra) in questi giorni soffia sul fuoco della protesta.

In Toscana nuovo record di contagi

La situazione però fortunatamente non degenera. "Restiamo distanziati", ripete una donna. Arriva in piazza anche l'assessore regionale al commercio e al turismo Leonardo Marras. Confesercenti consegna anche al lui il volantino con i cinque punti prioritari che l'associazione chiede, molti dei quali competono al governo nazionale.

Oltre alla richiesta di far lavorare chi rispetta le regole e di far arrivare subito alle imprese gli aiuti annunciati, l'associazione di categoria chiede anche un potenziamento del trasporto pubblico (proprio ieri la Regione ha annunciato che a questo scopo userà duecento bus turistici), il rafforzamento della sanità territoriale e, un problema radicato a Firenze, una vera lotta alla rendita, come chiesto da anni senza che si ottengano risultati significativi.

Maxi festa nonostante i divieti

"Non possiamo più indugiare sul tema caro affitto e lotta alla rendita - si legge nel documento -. Occorre pensare a misure anche di natura emergenziale come il blocco temporaneo dei pagamenti o incentivi alla riduzione degli importi".

I rappresentanti delle istituzioni in piazza c'erano. A loro raccogliere le domande d'aiuto. Perché la tensione sociale aumenta, a Firenze e in tutto il Paese. Già un volantino senza alcuna firma gira sul web e chiama genericamente alla 'protesta del popolo', dando appuntamento a venerdì sera in piazza Signoria.

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