Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca Novoli / Viale Alessandro Guidoni

Giustizia, la protesta degli avvocati: "Impossibile lavorare con misure anti Covid"

Sit-in del gruppo "Toghe 2.0" davanti al Palazzo di Giustizia

Foto di Michele Fradella, dalla pagina FB di Toghe Fiorentine 2.0

Decine di avvocati del foro di Firenze si sono riuniti stamani, lunedì 15 giugno, davanti al palazzo di giustizia di Firenze, per manifestare "il forte disagio dovuto alle restrizioni imposte al settore giustizia, sostanzialmente ancora bloccata in seguito al lockdown del 9 marzo scorso".

Disagio - spiegano le toghe - che ha di fatto bloccato il diritto dei cittadini di avere un’assistenza legale adeguata.

Il flash mob è stato organizzato dal gruppo "Toghe Fiorentine 2.0": ideatori dell’iniziativa, gli avvocati Francesca Bonagura, Tiziana Morgese, Antonio Ossi, Jacopo Pepi, Francesca Proietti Placidi, Andrea Quercioli e Amelia Vetrone.  
 
“Il gruppo si è costituito per farsi portavoce del malcontento diffuso tra avvocati e professionisti del diritto che si trovano quotidianamente a confrontarsi con le mille difficoltà di ogni genere che rallentano o paralizzano il sistema giudiziario" spiegano gli ideatori del flash mob.

"Le misure adottate all'indomani dell'emergenza Covid-19 non sono più sostenibili né compatibili con il normale svolgimento della professione forense - aggiungono gli avvocati -. Per questo l'avvocatura chiede di poter svolgere il proprio lavoro nel rispetto delle regole, ma senza mortificazione della funzione e del ruolo che rappresenta, a tutela dei diritti dei cittadini”.
 
“Il settore giustizia, a differenza di altri, non è affatto ripartito con la "fase 2" e i numerosi appelli da parte del ceto forense sono ad oggi rimasti inascoltati" continuano gli organizzatori.

"Si deve ripartire e si deve essere messi nelle condizioni di poter operare e lavorare nel luogo che più rappresenta gli avvocati, il tribunale, senza orari di cancelleria ridotti al minimo, senza necessità di dover entrare nelle cancellerie solo su appuntamento, senza dover dire ai propri assistiti, come spesso accade: è stato rinviato tutto all'anno prossimo” concludono i legali del gruppo "Toghe 2.0".

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