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Coronavirus: le autorità religiose dal prefetto per organizzare la ripresa dei riti liturgici

Focus in Prefettura sulle misure organizzative per far ripartire in sicurezza le celebrazioni religiose

Vertice in prefettura, ieri pomeriggio, per la ripresa in sicurezza delle celebrazioni religiose. Alla riunione in videoconferenza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, hanno partecipato l’arcivescovo di Firenze cardinale Giuseppe Betori, il vescovo di Fiesole monsignor Mario Meini, il rabbino capo Gadi Piperno, l’imam Izzedin Elzir e i rappresentati delle comunità Ortodossa, Induista, Buddista, Chabad Toscana, le Chiese Protestanti, Evangeliche, Anglicane e di Gesù Cristo e dei Santi degli Ultimi Giorni.

Al centro del confronto, le linee guida dettate dai protocolli d’intesa sottoscritti dal Ministero dell’Interno sulle modalità di svolgimento dei riti liturgici. Presenti all’incontro anche i vertici provinciali delle forze dell’ordine, l’assessore del Comune di Firenze Alessandro Martini e il comandante della polizia municipale.

“Il prossimo fine settimana - ha spiegato il prefetto Lega - sarà un momento molto delicato e rappresenta il primo banco di prova per testare la funzionalità delle misure adottate per consentire che i riti liturgici si svolgano nella maggior sicurezza possibile per i fedeli".

"Nella riunione - ha aggiunto il prefetto - si è fatto il punto direttamente con i responsabili di ogni culto. E’ stato un incontro molto collaborativo e proficuo e ringrazio ogni comunità religiosa per la disponibilità offerta nell’affrontare insieme la situazione”.

Durante la riunione sono stati esaminati congiuntamente modalità organizzative e dispositivi di protezione predisposti. Sono stati analizzati ingressi e uscite dai luoghi sacri, distanziamento sociale, uso di mascherine, guanti e gel, igienizzazione dei locali.

Col prefetto, i partecipanti al vertice hanno parlato poi del numero massimo di fedeli per ogni celebrazione, in base alle caratteristiche di ciascuna struttura sacra.

Massima attenzione è stata infine dedicata ai sistemi di accoglienza dei fedeli in modo da evitare che si creino assembramenti, nonché alle forme di comunicazione perché ogni comunità possa essere ben informata sulle disposizioni assunte e adeguare il proprio comportamento.

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