Paradosso coronavirus, parenti vicini ma divisi dai confini regionali: "Fateci incontrare"

Interessati anche alcuni comuni del Fiorentino: "Siamo divisi da pochi chilometri ma non possiamo vederci"

Autorizzare gli spostamenti tra Regioni diverse e nelle seconde case dei cittadini che abitano nei territori montani e di confine. E' l'appello di alcuni sindaci di Toscana ed Emilia Romagna, che in una lettera ad Anci (Associazione nazionale comuni italiani) nazionale chiedono al presidente Decaro di farsi portavoce delle loro proposte al governo.

Una richiesta condivisa da Anci Toscana. Tra i sindaci toscani firmatari ci sono anche alcuni che rientrano nella provincia di Firenze, come Tommaso Triberti (Marradi), Emanuele Piani (San Godenzo), Giampaolo Buti (Firenzuola), e Philip Moschetti (Palazzuolo sul Senio).

"I nostri comuni risultano collocati in area interna, montana e di confine e già questo evidenzia la difficoltà di poter offrire servizi adeguati alle persone che qui hanno deciso, nonostante tutto, di continuare a vivere e ad operare - scrivono i sindaci in un comunicato pubblicato anche sulla pagina internet dell'Anci Toscana -. Queste tre caratteristiche porteranno inevitabilmente ad un impatto più pesante e non assimilabile a quello di aree dove è più agevole la vita".

"Riguardo gli spostamenti all’interno della propria regione, essendo comuni di confine, abbiamo molte relazioni familiari (anche strette) a cavallo tra le due regioni, con situazioni che - distanziati da pochi chilometri - vedono affetti separati in due regioni diverse, e che allo stato attuale ne impedirebbe i ricongiungimenti: si rischia di creare nel giro di pochi chilometri, cittadini di serie A e cittadini di serie B. Sarebbe perciò auspicabile la possibilità di consentire, per tali casi particolari e comprovati, gli spostamenti interregionali, magari anche limitatamente al Comune immediatamente confinante dell'altra regione", si legge ancora nella nota pubblicata.

Nella stessa nota si chiede anche che “fermo restando il principio fondamentale e inderogabile della tutela della salute di tutti i cittadini residenti e no”, si prevedano norme che “consentano di rendere possibili e regolari” gli spostamenti verso le seconde case, in mare o in montagna.

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"I nostri territori, anche per la scarsa densità di popolazione, hanno tutte le caratteristiche per consentire una migliore condizione di sicurezza sanitaria rispetto agli agglomerati urbani - scrivono ancora i sindaci - Ma siamo altrettanto convinti che i provvedimenti che sono costruiti per rispondere a livello nazionale abbiano la necessità di essere 'affinati' territorio per territorio”.

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