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Coronavirus, i medici fiorentini: "Lockdown totale, non perdiamo altro tempo"

L'ordine dei medici di Firenze si unisce a quello nazionale nel chiedere di chiudere tutto e subito

L'Ordine dei medici di Firenze "si unisce all'appello della Federazione Nazionale che, in base al numero dei ricoveri in ospedale e soprattutto nelle terapie intensive, chiede una chiusura totale della Toscana e di tutto il Paese", per evitare l'aumento dei contagi di Coronavirus.

Secondo i medici del capoluogo, senza un lockdown generale "non possiamo andare avanti" perché "i numeri dei decessi e dei ricoveri non ci danno alternativa".

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Nelle scorse ore, il "lockdown totale" era stato chiede dalla presidenza della Federazione degli ordini dei medici e dalle associazioni delle specialità più coinvolte, come i rianimatori, nonchè dalle organizzazioni di infermieri regionali. 

Il grido di allarme è sempre lo stesso: il numero degli ospedali al collasso aumenta di giorno in giorno, le restrizioni più severe per tutti sono già una necessità.

Anestesisti: lockdown è richiesta ragionevole

Gli ultimi a pronunciarsi - scrive il Corriere - in ordine di tempo sono stati i medici anestesisti, per bocca del presidente dell’associazione nazionale: "Ci attendiamo un raddoppio dei ricoveri ospedalieri e in terapia intensiva nella prossima settimana se il trend non muterà, e in attesa degli eventuali benefici derivanti dalle misure dell’ultimo Dpcm che potranno però evidenziarsi non prima di altri 10 giorni" ha dichiarato il presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri (Aaroi) Alessandro Vergallo.

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Con le terapie intensive "già sotto pressione e in assenza della medicina territoriale, la proposta di lockdown nazionale è a questo punto ragionevole" ha aggiunto Vergallo.

Ordine dei Medici: diecimila decessi tra un mese

Di “lockdown totale” ha parlato anche Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), dalla pagina Fb della stessa Federazione. Il campanello di allarme sono i numeri dei pazienti ricoverati e quelli in terapia intensiva, sottolinea Anelli citando il bollettino di domenica 8 novembre: 26.440 i ricoverati con sintomi, 2.749 le persone in terapia intensiva con un aumento di 115 persone rispetto al giorno precedente: un incremento che si è fatto troppo rapido.

"Se il trend dei contagi non viene invertito - ha avvertito Anelli in un’intervista all’Ansa - in 30 giorni dovremo fare i conti con un numero enorme anche di decessi, circa 10mila in più".

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Il lockdown totale, rileva Anelli, "è una richiesta forte ma da più parti del Paese arrivano segnali molto preoccupanti. La situazione sembra sempre di più evidenziare un Sistema sanitario nazionale alle corde". La previsione, riporta sempre il Corriere, con una media di mille ricoverati al giorno, se il trend non cambierà, è di circa 30mila ricoverati per l’Immacolata.

"Idem per le terapie intensive - precisa il medico - con una media di 115 aumenti al giorno, tra un mese supereremo il numero limite di 5mila pazienti nei reparti di terapia intensiva".

Ospedalieri: blocco di due mesi

Richiesta di chiusura nazionale anche dal sindacato nazionale dei medici ospedalieri: "Con i dati preoccupanti dei contagi e delle morti e con le Regioni che contestano i numeri che le classificano zone rosse, l’unica soluzione è un lockdown nazionale di 6-8 settimane per appiattire la curva" ha dichiarato Carlo Palermo, segretario nazionale di Anaao Assomed.

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