Cronaca

Coronavirus, Nardella: "Siamo sotto la soglia per la chiusura delle scuole ma la situazione non è tranquilla"

Il sindaco su Fb: "Domani riunisco la task force". Previste nuove limitazioni alla movida

"Domani (lunedì 8 marzo, ndr) riunisco la task force di Comune e Città metropolitana per valutare eventuali nuove limitazioni da introdurre. Non possiamo passare il tempo ad inseguire il virus, dobbiamo prevenirlo. Per questo, se da un lato faremo di tutto per scongiurare la chiusura delle scuole, con tutti i disagi che ne conseguono ai ragazzi e alle loro famiglie, dall’altro dovremo pensare a limitare i movimenti in determinati momenti e luoghi della città".

E' quanto scrive sulla sua pagina Facebook il sidnaco di Firenze Dario Nardella, in un post pubblicato per "fare il punto della situazione sul Covid e sui comportamenti da tenere".

I numeri

Nella città di Firenze - spiega il sindaco -  nella prima settimana di marzo abbiamo avuto 509 nuovi casi (+32 rispetto alla settimana prima); rapportati alla popolazione di 378.839 abitanti danno un tasso del *134,35*  quindi per ora al di sotto della soglia stabilita per la chiusura delle scuole. "Questo non significa affatto che la situazione sia tranquilla" chiosa Nardella.

Rispetto delle regole

"Ancora una volta le nostre forze dell’ordine e agenti della polizia municipale hanno lavorato venerdì sera e ieri sera per controllare il centro della città e, sia ieri che oggi, i parchi dove si è registrato molto afflusso di persone - aggiunge il primo cittadino - Non tutti rispettano le regole e infatti sono state comminate decine di sanzioni tra Piazza Repubblica, via della Pellicceria, Piazza Ss Annunziata, Piazza S. Spirito. Intensificati i controlli nei parchi a partire dalle Cascine.

L'appello

"Se vogliamo prevenire il peggioramento del contagio dovremo dare il massimo, ciascuno di noi. Invito tutti, anche nella giornata di oggi, a limitare al massimo raggruppamenti, assembramenti, feste e ritrovi di ogni genere - conclude Nardella -. Siamo tutti stanchi e provati da questa lunga e impietosa pandemia, ma i numeri parlano chiaro e non ci fanno stare tranquilli: la guerra contro il virus è ancora nel pieno e non possiamo permetterci altri aumenti di casi proprio nella fase iniziale della campagna vaccinale".

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