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Coronavirus e movida: no zone rosse ma 'divieto di sosta' in piazza contro gli assembramenti

Il sindaco Dario Nardella: "Nè chiusure nè coprifuoco" ma per alcune piazze calde scatterà il "divieto di stazionamento"

Per limitare gli assembramenti nelle aree più calde della movida a Firenze non saranno attuate "né chiusure nè coprifuoco ma il divieto di stazionamento" in piazza della Repubblica, piazza Strozzi o in Sant'Ambrogio. Lo ha annunciato il sindaco di Firenze Dario Nardella a Oggi è un altro giorno su Rai 1.

"Domani (21 ottobre, ndr) avremo il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica e io porterò una lista di aree dove poter vietare la sosta delle persone, così da evitare assembramenti. Saranno aree prevalentemente del centro storico, tipiche della movida" ha detto il sindaco, rimandando a domani la lista completa dei luoghi in cui scatterà la misura. Resta inoltre in vigore il numero chiuso di 1.000 persone in piazza Santo Spirito.

Nuovo Dpcm e movida, Nardella: "Impossibile attuare coprifuoco"

Questa mattina, invece, al comitato metropolitano "con i 42 sindaci e il prefetto Laura Lega - spiega ancora Nardella - abbiamo stabilito i criteri: noi condivideremo con Asl e prefettura gli interventi da fare. E' ovvio però che ci vogliono gli agenti, quindi vedremo qual è la disponibilità delle forze dell'ordine per capire dove effettivamente potremo applicare questi limiti. Perché è inutile imporre regole se poi non siamo in grado di farle rispettare con i controlli".

Nel comitato metropolitano per l'ordine e la sicurezza pubblica odierno, dunque, sono state individuate le aree in cui vietare la sosta. "Il presidente Conte ha chiarito - ha detto Nardella a Controradio - quando i sindaci indicano piazze e strade da chiudere ci sarà l'impegno massimo di prefetture e questure per mettere a disposizione le forze dell'ordine".

Il tutto "senza militarizzare la città ma garantendo il controllo delle regole, senza il quale la misura diventa solo illusione - ha spiegato il sindaco - e con il supporto dell'Asl, perchè sono le autorità sanitarie che devono indicare quali siano le aree della città più esposte al contagio".

Nuovo Dpcm: ristoranti, non si chiude ma max 6 allo stesso tavolo

Tuttavia, ha proseguito il primo cittadino, "ancora una volta punto sul senso di responsabilità delle persone. Ad esempio, il decreto prevede il limite di sei persone a tavola nei ristoranti. Noi non possiamo chiedere ai ristoratori di fare i poliziotti, né abbiamo agenti da mandare a controllare le carte d'identità delle persone".

"Tutto sta nella serietà e nel senso di responsabilità di chi va al ristorante e fa un'autodichiarazione in cui afferma che sono più di sei perchè congiunti - ha conluso Nardella -.  Altrimenti, se manca questo senso di fiducia e di responsabilità individuale, non bastano un milione di agenti per controllare tutti".

Monitoraggio aree movida: come funzionerà

"L’azienda sanitaria si è impegnata a fornire ai sindaci informazioni puntuali sul trend di crescita dei contagi nell’area fiorentina - spiega una nota della Prefettura - garantendo una puntuale zonizzazione dei dati che possa agevolare l’adozione dei più adeguati e proporzionati provvedimenti di contrasto".

"I sindaci, anche sulla base dei dati epidemiologici, porteranno le loro richieste in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza
Pubblica - prosegue la nota - indicando le aree cittadine maggiormente a rischio di assembramento".

Infine, "l’organo collegiale provvederà a esaminare tempestivamente le proposte, così da modulare la capacità di risposta in relazione ai bisogni della specifica realtà e alle risorse effettivamente disponibili" conclude la prefettura.

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