Coronavirus, Nardella dalla quarantena: “Sto bene, tutti rispettino le regole”

Il sindaco: “Situazione molto complicata, nuovo ufficio nella camera di mio figlio”

Sto bene e non ho sintomi, sto seguendo il programma della quarantena per questi quattordici giorni, ma sono tranquillo”. Così il sindaco di Firenze Dario Nardella, intervistato nell'edizione dell 14 dal Tg regionale della Rai.

Nardella ha parlato in collegamento dalla propria abitazione, dove sta trascorrendo il periodo di quarantena, essendo venuto in contatto con il segretario del Pd Nicola Zingaretti, risultato positivo al Coronavirus. 

“Stare a casa è un obbligo. Chiunque abbia avuto contatti stretti con persone positive deve stare a casa”, ha ricordato il sindaco.

“Tra l'altro i numeri dell Asl toscana centro sono significativi perché a fronte di 55 positivi abbiamo 231 persone nella mia situazione, in quarantena. Una misura non solo obbligatoria ma utile per la propria salute e per quella degli altri. E' fondamentale che ci si attenga alle regole”, ha aggiunto il sindaco.

Poco dopo, su Un giorno da pecora, su Rai Radio Uno, il sindaco ha fatto sapere che di aver sistemato il 'nuovo ufficio' “nella stanza di mio figlio. Ho preso due computer, un telefono fisso e un cellulare e lavoro in video conferenza. Lavoro più di prima”. La quarantena è calcolata dal 5 marzo e per il sindaco dovrebbe quindi terminare giovedì 19.

“Non perdiamo il sorriso e la speranza, perché la situazione è davvero molto complicata”, ha aggiunto il primo cittadino. Poi un appello a tutti al rispetto delle regole da seguire in questo momento di emergenza, a limitare gli spostamenti, evitare assembramenti e quant'altro.

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“Se su dieci persone nove rispettano le regole e uno no - ha concluso Nardella -, quest'ultimo finisce per vanificare i sacrifici di tutti. Non si può più scherzare più con questo virus”.

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