Cronaca

Coronavirus, addio matrimonio: parroco non restituisce i soldi, poi ci ripensa

Giapponesi denunciano al Codacons, lo scontro con la chiesa di San Filippo Neri e le scuse: "Ma Palazzo Borghese gli deve 2.000 euro"

La vicenda di un matrimonio di giapponesi saltato per il coronavirus, che si sarebbe dovuto celebrare il 21 marzo a San Filippo Neri (in piazza San Firenze), è finita con una minaccia di denuncia per il mancato rimborso in favore degli sposi.

A denunciare il caso è stata l'associazione di consumatori Codacons. Una protesta che ha avuto il suo esito parzialmente positivo: il parroco ha accettato di restituire integralmente alle famiglie degli sposi i 400 euro versati e ha scritto un messaggio di scuse.

"Siamo felici per aver contribuito a risolvere questa piccola ingiustizia e per la decisione della chiesa San Filippo Neri di riconoscere i propri errori – spiega il Codacons – Resta tuttavia ancora aperta la questione del pranzo di nozze presso Palazzo Borghese, per il quale sono stati versati 2.000 euro che la struttura ha congelato in vista di un posticipo del matrimonio, ma che devono essere restituiti per intero poiché le nozze non avranno più luogo in Italia, pena inevitabili azioni legali da parte della nostra associazione".

Alla cerimonia "avrebbero dovuto prendere parte molti ospiti provenienti dal Giappone", ha fatto sapere l'associazione di consumatori, cha ha deciso di fornire assistenza legale alle due famiglie coinvolte. Vista l'impossibilità di recarsi in Italia si sono infatti mosse per ottenere la restituzione degli anticipi versati alle varie strutture.

Codacons, dopo un duro scambio con il parroco di San Filippo Neri, aveva denunciato "il comportamento esecrabile della chiesa", minacciato di portare il caso "al vaglio del tribunale Vaticano e del Prefetto di Firenze" e persino di "coinvolgere anche Papa Francesco".

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