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Coronavirus, l'impennata di casi fa paura: parte della Toscana rischia la zona rossa

Tra il 40 e il 50% dei nuovi positivi causati dalla variante inglese. Giani dice di "non allarmarsi" ma Mazzeo: "C'è rischio terza ondata"

"La situazione è preoccupante. Stiamo analizzando la questione e valutando con la presidenza della giunta l'impatto di questa impennata, e se sia il caso di prendere ulteriori misure a livello locale".

E'quanto afferma l'assessore regionale alla sanità Simone Bezzini, nel corso di un'audizione in commissione del consiglio regionale in merito all'emergenza coronavirus, dopo l'impennata di nuovi casi registrata oggi con 1.374 positivi in Toscana nelle ultime ventiquattro ore.

Sono due le aree geografiche sotto osservazione e che potrebbero essere messe in zona rossa: Pistoia per l'incidenza di nuovi casi, 60 ogni 100mila abitanti, e Siena a causa della diffusione delle varianti, vista anche la prossimità territoriale con l'Umbria, regione dove nelle ultime settimane sono state prese nuove restrizioni per il diffondersi delle varianti (per un periodo è rimasta zona rossa, al confine con l'Umbria ma sul territorio toscano, anche l'area comunale di Chiusi).

La Regione, ricorda l'assessore Bezzini, si è attivata con campagne mirate di test a tappeto. Una rapida diffusione della variante brasiliana in queste zone potrebbe far finire in affanno Territori sicuri, il progetto di test di massa alla popolazione pensato per prevenire e spezzare le catene di contagio.

La variante inglese, secondo quanto riferito da Bezzini, determina ormai fra il 40 e il 50% dei nuovi contagi in Toscana. E questo, segnala l'assessore, "è un problema, perché essendo più contagiosa rischia di far impennare la curva in un momento in cui la barriera dei vaccini non ha ancora prodotto effetti su vasta scala".

Dove invece sono stati effettuati i vaccini si vedono benefici. Nelle Rsa e tra il personale sanitario, sottolinea Bezzini, "si registra se non un azzeramento certamente una caduta verticale dei contagi". Nel frattempo l'area di Cecina ieri è già stata dichiarata zona rossa, per nove giorni.

"Sono preoccupato perché indubbiamente ieri avevamo un dato che sembrava stabilizzare la situazione, invece oggi c'è un graduale aumento", afferma il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, aggiungendo però che "non dobbiamo allarmarci, perché sono 1.300 i nuovi casi mentre a ottobre abbiamo avuto per due giorni anche più di 2.700 contagi (giornalieri, ndr). Però è un fattore, un trend di crescita. Mi ripropongo di fare delle valutazioni attente per interventi che potrebbero arrivare".

Decisamente più preoccupate le parole di Antonio Mazzeo, presidente del consiglio regionale, sempre in quota Pd. "E' un momento critico, non possiamo nasconderlo, e se non ci saranno velocemente modifiche nell'andamento dei contagi, il rischio di una terza ondata, con tutte le conseguenze che questo potrebbe comportare, è davvero alto", scrive Mazzeo su Facebook.

"Per questa ragione non possono essere più accettabili comportamenti sbagliati: ora è il momento in cui servono più rigore, più controlli e, se necessario, più sanzioni. Sembra assurdo doverlo ripetere ancora, dopo un anno in cui quotidianamente conviviamo col dolore e le restrizioni, ma evidentemente - aggiunge Mazzeo -, si pensa di poter ancora sottovalutare questo virus e le sue terribili conseguenze. Io non mi stancherò mai di ripeterlo: prudenza, responsabilità e rispetto delle regole sono fondamentali". 

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