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Coronavirus: lockdown-bis e soldi che non bastano, 7 genitori toscani su 10 temono il rientro a scuola

Indagine Ipsos per Save The Children. Preoccupati del contagio ma anche economicamente: la crisi fa crescere il timore di non poter comprare i libri o pagare la mensa scolastica

A pochi giorni dal rientro in classe, con lo spettro del lockdown-bis, tra i genitori degli alunni toscani c'è incertezza e preoccupazione per la riapertura della scuola. Paure aggravate anche dalla condizione economica delle famiglie più fragili.

Per quanto riguarda la ripresa della didattica, a metà agosto il 32% dei genitori della Toscana era a conoscenza della data di riapertura delle scuole, ma oltre 6 su 10 (67%) non avevano ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalle scuole dei propri figli sulle modalità organizzative e sulle norme comportamentali per il prossimo anno scolastico.

E poco più di 1 genitore su 5 sapeva già se la classe del proprio figlio sarebbe stata divisa in gruppi.

Si tratta dei dati dell'indagine di Save the Children, realizzata da Ipsos tra il 4 e il 18 agosto e contenuta nel rapporto “La scuola che verrà: attese, incertezze e sogni all’avvio del nuovo anno scolastico”.

In generale, guardando al nuovo anno, in Toscana più di 7 genitori su 10 dichiarano di avere preoccupazioni relative al rientro a scuola.

La principale è data dall’incertezza circa le modalità di ripresa (50%), seguita dai rischi legati al mancato distanziamento fisico (48%) e quindi dalle possibili variazioni di orario di entrata/uscita da scuola che potrebbero non essere compatibili con gli impegni lavorativi dei genitori (35%).

I nonni tornano così ad essere il pilastro del welfare familiare, per il 39% dei genitori intervistati nella regione. Anche la rinuncia al lavoro o la riduzione dell’orario lavorativo sembra essere una delle opzioni delle famiglie, in particolare quelle con figli più piccoli: una scelta che in Toscana, in linea con i dati nazionali, ricadrebbe su 1 madre su 10 (12%).

Tra le principali preoccupazioni con cui le famiglie in Toscana si trovano a fare i conti con la ripresa dell’anno scolastico, emerge anche l’apprensione legata alle difficoltà di apprendimento, dopo i lunghi mesi di lockdown.

Sebbene quasi tutti siano stati ammessi alla classe successiva senza debiti, il 14% dei genitori ritiene che il proprio figlio non sia pronto ad affrontarne il programma a causa della perdita di apprendimento conseguente alle condizioni imposte dal confinamento.

La preoccupazione per le condizioni economiche peggiorate negli ultimi mesi, si riflette anche sul rientro a scuola: quasi 1 genitore su 10 crede di non potersi permettere l’acquisto di tutti i libri scolastici, più della metà (67%) fra coloro che usufruiscono del servizio mensa si dichiarano preoccupati della possibile sospensione del servizio a causa delle norme anti-Covid, mentre il 14% fra coloro che ne hanno usufruito negli anni passati per i propri figli di 4-12 anni, pensa di non poter sostenere le spese il prossimo anno.

L’organizzazione familiare è resa ancor più complessa dagli spostamenti che per molti studenti sono necessari per raggiungere la scuola.

Garantire il rispetto delle norme sanitarie su mezzi pubblici e scolastici resta ancora un nodo irrisolto sui territori. Basti pensare che per il 34% degli studenti toscani la scuola dista oltre 5 chilometri da casa e per raggiungerla, nella regione, più di uno studente su 4 (il 31%) utilizza mezzi pubblici o scolastici.

Infine, la crisi economica generata dalla perdita di occupazione e guadagni a causa dell’emergenza Covid, ha ripercussioni significative sulla povertà educativa dei bambini.

Dall’indagine Ipsos emerge che in Toscana, quasi 1 genitore su 10 crede di non potersi permettere l’acquisto di tutti i libri scolastici.

Nella regione il 22% ha fatto richiesta di un sussidio per affrontare i costi relativi al prossimo anno scolastico.

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