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Coronavirus: nuovo focolaio in Toscana

Nel Mugello. Positivi cinque giovani sotto i 30 anni, obbligo di quarantena per centinaia

C'è un nuovo cluster in Toscana. E' localizzato nel Mugello, tra Borgo San Lorenzo e Scarperia e San Piero. Ed è formato da positivi giovani, sotto i trent'anni.

Prima una ventiduenne di Scarperia, poi due amici, sempre di Scarperia, e il giorno dopo un altro ragazzo, di Borgo San Lorenzo.

Infine è stata la volta di un giovane animatore della parrocchia di Borgo San Lorenzo (Firenze) che stava partecipando a un campo estivo a Figliano, come ha segnalato ieri il sindaco del Paese mugellano.

L'animatore è finito in quarantena insieme a 40 ragazzini e 10 coetanei. E c'è anche il sospetto che uno dei contagiati sia tornato dall'Albania senza poi sottoporsi alla quarantena obbligatoria.

Complessivamente, in centinaia sono già finiti in isolamento. Tutti i positivi sono a casa, e stanno bene. Quello di Figliano appena ha avuto il primo segnale di malessere e la febbre ha lasciato il campo estivo: ha fatto comunque fatto in tempo a contagiare qualcuno? 

Per rispondere alla domanda, tutte le persone poste in quarantena sono state sottoposte a test mediante tampone, presto arriveranno gli esiti degli esami, e si saprà se vi sono nuovi positivi.

Comprensibile la preoccupazione dei sindaci, che ora temono una crescita esponenziale dei contagi: “È necessaria una presa di coscienza da parte di tutti - ha detto il sindaco di Borgo San Lorenzo Paolo Omoboni - perché il rischio di un aumento forte dei contagi preoccupa. Ognuno sia prudente e responsabile, e si seguano le disposizioni. Sembrava che tutto stesse andando a posto e invece non è finita”.

Già, non è finita. Per questo, tanto per cominciare, nel Mugello hanno già annullato molti eventi del fine settimana, sebbene la movida pare non sia responsabile del cluster che si sta formando nell'area del Fiorentino.

”La situazione è seria - dichiara Federico Ignesti, sindaco di Scarperia e San Piero - occorre mettersi in testa che bisogna essere più responsabili e ognuno deve fare la propria parte. Per questo dobbiamo stare tutti più attenti, ultimamente c’è stato troppo lassismo personale".

Secondo Ignesti "L’impegno deve venire da ognuno, dalle famiglie nei confronti dei loro ragazzi, senza atteggiamenti superficiali. Quando avremo gli esiti dei tamponi faremo le opportune valutazioni: non ci possiamo permettere che le cose precipitino”.

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