Coronavirus Toscana, 3 nuovi focolai. Ordinanza di Rossi: "Contagiati vadano in albergo o multa di 5.000 euro"

Il grado zero non arriva. E scoppia il problema del sovraffollamento domestico tra le comunità di immigrati

Ci sono tre nuovi focolai di Coronavirus in Toscana. Sono tutti dovuti al sovraffollamento familiare e stati individuati nelle ultime 2 settimane a Cortona (AR), Pian di Scò (AR) e Impruneta (FI).

Si tratta di 18 persone straniere, provenienti da Paesi extra Schengen per cui vige l'obbligo della quarantena, che rappresentano più del 40% dei nuovi casi registrati.

E adesso, per scongiurare il moltiplicarsi di questo tipo di focolai domestici tra immigrati e gestire al meglio i casi di contagio intra-familiare, considerato che in questi casi l'isolamento dei positivi è determinante, il presidente Enrico Rossi ha deciso di firmare una nuova ordinanza, intitolata "Ulteriori misure di contenimento del contagio in ambito familiare e abitativo". 

Nel testo, si dà ai sindaci mandato di adottare provvedimenti per trasferire le persone che risultino positive negli alberghi sanitari. Fino ad oggi, invece, ciò era possibile solo su base volontaria.

In caso di inosservanza da parte del cittadino contagiato, le sanzioni vanno da 500 a 5.000 euro.

Per tutti i contatti stretti delle persone colpite, familiari e non, saranno attivati controlli a tappeto, isolando e allontanando da casa via via tutti coloro che risulteranno positivi.

In particolare, secondo quanto spiegato dalla Regione, le nuove disposizioni regionali prevedono che in tutti i casi di sovraffollamento sarà fatto obbligo ai dipartimenti di prevenzione di proporre al sindaco la firma di un'ordinanza che preveda di eliminare il sovraffollamento con l'utilizzo dell'albergo sanitario.

Aumenteranno anche i test molecolari e sierologici per le persone di queste comunità straniere, caratterizzate anche da alta mobilità all'interno del territorio regionale e ricche di momenti di incontro collettivi, per tenerle maggiormente sotto controllo sanitario.

Si tratta di persone per cui, anche a causa delle difficoltà linguistiche, è difficile essere informate sull’andamento epidemiologico generale. Nonchè sulla necessità di indossare la mascherina.

Per questo Rossi ha invitato i Comuni ad attivare anche iniziative di comunicazione, nelle lingue parlate dalle principali comunità presenti in Toscana, con le principali precauzioni da prendere per evitare il contagio.

Il virus, infatti, 'gira' ancora, non è ancora stato sconfitto. E desta preoccupazione, perché si rigenera nelle case. Tra familiari e "congiunti". 

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I dipartimenti di prevenzione stanno inoltre segnalando alla Regione criticità relativamente alle persone che rientrano in aereo da Paesi per i quali é necessaria la quarantena: la comunicazione sull'obbligo di notificare la propria presenza alle Asl infatti rara o assente. Il che renderebbe poi difficile tracciare i rientri.

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