Coronavirus: il cuore di Firenze, 50 chef in campo per i bisognosi

Gara di solidarietà per l'emergenza: donano e cucinano alla Caritas. "Cibo per tutte le esigenze, il lampredotto spopola"

Dallo chef stellato a quello che prepara i pasti nelle mense, passando per i ristoranti, le trattorie, e i tanti chioschi di street food sparsi in tutta Firenze. Da un giorno all'altro sono stati costretti a chiudere le loro attività. E così, anziché rimanere fermi, si sono messi in campo per aiutare le persone che hanno bisogno. Che con questa emergenza si sono moltiplicate.

Sono circa 50 professionisti, che chiedono di rimanere anonimi. Richiamati all'adunata dal proprietario di una delle più importanti trattorie della città. La mattina presto vanno alla Caritas e iniziano a fare quello che c'è da fare, a cominciare dal cucinare le loro specialità, fino a distribuirle alle persone.

"Ci siamo ritrovati chiusi da un giorno a un altro - racconta Marco, che gestisce uno dei più frequentati chioschi di lampredotto di Firenze - quindi abbiamo iniziato con il donare tutta la roba che avevamo nei frigoriferi. Ma è stato solo una partenza, da quel momento abbiamo iniziato a donare e lavorare con la Caritas per queste persone".

"In questi giorni, dopo che è scoppiata l'emergenza coronavirus - dice Marco - le persone che hanno bisogno di aiuto per mangiare sono passate da 1.000 a 1.700. Molte persone che facevano lavoretti, magari anche a nero, sono rimaste senza niente".

"Così è iniziata una vera e propria gara di solidarietà - sottolinea - ciascuno di noi mette in campo secondo le proprie possibilità. Io faccio il lampredotto, che piace moltissimo anche perché siamo a Firenze: quando dici che nel menu c'è il 'cacciucco del trippaio', una cosa che abbiamo inventato con vari tipi di frattaglie, le persone sono felici. Ma poi c'è il ristoratore di Como che ha portato e cucina il pesce di lago, quello che fa le zuppe fiorentine, e tanti altri". 

"Io vado alla Caritas in via Baracca la mattina alle 7 dal lunedì al sabato, ma ci sono i turni anche di pomeriggio - spiega Marco - nel menu che prepariamo ci sono un primo bianco, un primo rosso tre o quattro secondi, con manzo, pollo o maiale con un contorno adatti a esigenze alimentari, etniche o di religioni diverse. Una parte dei pasti va nelle strutture dell'accoglienza di Firenze, l'altra si distribuisce in via Baracca fra le 11 e le 13.30: oltre a cucinare a me piace anche distribuire, sono abituato ad avere a che fare con il pubblico".

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"Con i miei colleghi abbiamo fatto anche una colletta ed abbiamo comprato 100 uova che regaleremo il giorno di Pasqua alle famiglie che hanno anche dei bambini. Noi - conclude Marco - un panino, o un piatto caldo a chi ha bisogno non l'abbiamo mai negato a nessuno anche prima dell'emergenza".

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