Coronavirus, due fiorentini bloccati in Cile: "Abbandonati, abbiamo paura"

Vivono a Campi e non hanno soldi per rientrare: "Voli a prezzi folli, approfittano della disperazione"

Sono bloccati a Santiago del Cile e non riescono a rientrare in Italia. Sono due cittadini di Campi Bisenzio (Firenze), Maflda Chiesa di 61 anni, e Arnaldo Mora di 72. Hanno paura di rimanere con il rischio di infettarsi "in un paese dove non abiti e non hai nessuna copertura sanitaria".

Per adesso hanno un volo fissato per il 4 aprile con la Air France scalo a San Paolo del Brasile, ma le incognite sono molte. Sempre che "il Brasile da qui al 4 non chiuda i suoi aeroporti, che la Latam (compagnia aerea del volo per San Paolo ndr) continui ad operare e che l'Alitalia non fermi i suoi voli. E' tutta una incognita", racconta Mafalda, da noi raggiunta tramite Facebook.

I due sono nati in Cile, ma da tempo residenti in Italia: "Io sono sola ma Arnaldo ha i familiari che lo attendono in Italia. La nostra grande preoccupazione è ammalarsi qui in Cile. - sottolinea - In Cile funziona come negli stati Uniti, l'assicurazione è privata e se vuoi essere curato in un medio-buon ospedale devi pagare circa 1000 euro al giorno per la degenza".

L'ambasciata italiana ha proposto ai cittadini italiani residenti in Italia un volo per rientrare domenica 29 marzo: "Ci hanno chiesto 800 euro, non possiamo permetterci quella cifra. - dice Mafalda, che opera nel turismo - Dovró affrontare un anno da partita Iva senza lavoro perché il settore sarà uno dei più colpiti da questa devastante crisi economica".

"Ora ho la conferma, noi non siamo cittadini di serie B, - si è sfogata Mafalda - semplicemente siamo cittadini sfortunati per esserci trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato e siamo cittadini illusi per aver pensato che l'ambasciata d'Italia a Santiago ed il Ministero Affari Esteri si sarebbero battuti per garantirci un trattamento simile a quello offerto ai connazionali partiti dall'Argentina", che "con 65 dollari se la sono cavata. Inizialmente ci hanno chiesto circa 400 euro, passando per Buenos Aires", poi questa doccia fredda.

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"Mi sembra che più di un aiuto questo sia un approfittatsene della situazione disperata che viviamo. - conclude Mafalda - Stiamo cercando di premere con la Air France", perché "ci portino via in qualche modo", anticipando il rientro previsto per il 4 aprile. Una corsa contro il tempo nella speranza, per i nostri connazionali, che tutto si risolva al meglio.

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