Coronavirus, il rientro di una fiorentina bloccata a Capo Verde: “Da qui sembra un film”

Il racconto di Elisa dall'arcipelago: “Non ho idea di cosa possa essere l'isolamento sociale”

Elisa, la 30enne al rientro a Firenze da Capo Verde

“Vista da qui sembra un film”. Come darle torto. A parlare è Elisa, fiorentina di 30 anni, volata due mesi fa assieme a un'amica a Capo Verde. Era metà gennaio. Sul coronavirus ancora si scherzava, sembrava una cosa distante, confinata alla Cina e alla città di Wuhan. Pare siano passati anni ed era solo poche settimane fa.

Non immagino cosa voglia dire non poter uscire di casa, non incontrare le persone, dovere rimanere a distanza”, dice la ragazza, andata nell'arcipelago in un periodo di stop dal lavoro. L'amica è rientrata a inizio febbraio. Lei invece si è trattenuta più a lungo sull'arcipelago in mezzo all'Atlantico.

Tra fine febbraio e inizio marzo anche in Italia le cose hanno iniziato a peggiorare molto e la ragazza racconta di come abbia anche pensato seriamente di fermarsi in una delle isole del Paese per cercare lavoro e vivere alcuni mesi lì.

“Perché in Italia ho un lavoro stagionale in albergo ma con l'hotel chiuso l'ho perso, tanto valeva provare a fermarsi”. Fino a pochissimi giorni fa del resto a Capo Verde ancora non si erano registrati casi. Poi alcuni positivi sull'isola di Boa Vista.

Il turismo, come in gran parte del mondo, è crollato pure lì. “C'è grande preoccupazione, i turisti se ne vanno. Economicamente potrebbe essere un disastro e mi dispiace tantissimo per quello che dovranno passare i capoverdiani”, prosegue Elisa. Sua madre stessa è di origini capoverdiane.

Poco possono fare, di fronte a tale situazione, l'intraprendenza e la voglia di mettersi in gioco. Dunque la decisione di rientrare.

“Si è mossa l'unità di crisi del ministero degli esteri. Hanno mostrato efficienza, in pochi giorni è stato disposto un volo”, spiega la ragazza, ora sull'isola di Sal e contattata telefonicamente.

Sarebbero diverse decine gli italiani nell'arcipelago in attesa di tornare. “Siamo stati avvisati del volo e abbiamo dovuto comprare il biglietto, l'ho pagato circa 400 euro. Alcuni sono residenti qui e resteranno a Capo Verde. Anche i turisti originari del nord Italia, vista la situazione terribile in Lombardia, pensano di trattenersi”, spiega ancora la 30enne.

Il volo dovrebbe partire oggi, domenica, dall'isola di Sal, fermarsi a Boa Vista, raccogliere altri connazionali e poi fare rotta su Roma. Uno scalo che crea tensioni perché a Boa Vista, come detto, ci sarebbero alcuni casi positivi.

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E una volta arrivati a Roma, che succederà? “Ancora non lo so. Non ho idea di come viaggeremo, se ci faranno il tampone all'arrivo, se dovremo fermarci nella capitale, se potrò rientrare in treno o come. Da qui, dove finora la vita è andata avanti quasi normalmente, seguo le notizie italiane ma è tutto surreale. Ripeto - conclude la giovane -, non immagino cosa sia il confinamento sociale”. Fino a poche settimane fa, non lo immaginava nessuno.

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