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Controlli anti coronavirus, un giovane denuncia: "Picchiato dai finanzieri senza motivo” / VIDEO

La Guardia di Finanza: "Accertamenti interni". I residenti riprendono la parte finale della scena, uno grida: "Magherini è morto così"

 

Un giovane di 26 anni ha denunciato ai carabinieri di essere stato colpito più volte, preso per la gola, gettato a terra e fermato così da due militari della guardia di finanza nel corso di un controllo effettuato nell'ambito dell'emergenza Coronavirus.

“Mi hanno chiesto i documenti, ho mostrato la carta di identità a distanza perché l'uomo che me la domandava non indossava i guanti. Poco dopo, uno dei due mi ha preso per il collo”, ha raccontato agli uomini dell'Arma.

Il giovane, che aveva riconosciuto i due uomini come appartenenti alle forze dell'ordine ma non come finanzieri, si sarebbe poi liberato dalla presa “ma a quel punto l'altro mi ha preso di nuovo alla gola. Ho ricevuto pugni alla schiena e calci alle gambe e alla fine sono finito a terra. Qui mi hanno ammanettato, avevo un piede che mi pigiava sopra la testa e un altro sul polso ammanettato. Dal dolore ho pensato me l'avessero rotto. Poi mi hanno strappato via la mascherina”.

La parte finale del fermo è stato ripreso da alcuni residenti. Si sentono le voci di diverse persone affacciate alle finestre. Uno in particolare urla contro i finanzieri: “State calmi, un mio amico è morto così, si chiama Riccardo Magherini”.

Quando il 26enne ha le manette ai polsi si vede un finanziere che gli grida “cretino, coglione”. Poi il video, durante il quale il ragazzo fermato urla più volte 'aiuto' e grida per il dolore, si interrompe.

Tutto si è svolto lunedì sera, giorno di Pasquetta, 13 aprile, intorno alle 19:45, a Lastra a Signa, in piazza Firenze.

Il giovane poi viene portato in auto alla caserma della guardia di finanza di via Locchi, nel capoluogo, vicino a Careggi, e denunciato per resistenza a pubblico ufficiale (“ma io non ho mai opposto alcuna resistenza”, assicura lui) e per rifiuto di fornire le proprie generalità.

Dalla caserma fiorentina l'uomo - che è di origini cubane e vive da tempo a Lastra a Signa con la compagna e la loro figlia di 4 anni - è tornato a casa con mezzi propri. Quindi ha chiamato i carabinieri. “Sono loro che mi hanno detto di andare al pronto soccorso”.

Così, nella tarda serata di lunedì, si è fatto visitare all'ospedale Torregalli, dove gli sono stati riscontrati un trauma cranico lieve, escoriazioni, graffi al collo, contusioni e tumefazione al polso sinistro per 7 giorni di prognosi complessivi.

"Sulle affermazioni fatte dal militare all'indirizzo del fermato è in corso una valutazione interna - spiega un colonnello della Guardia di Finanza di Firenze - perché il nostro ruolo ci impone di assorbire 'i colpi' in maniera istituzionale, sempre e comunque".

Il riferimento è alle parole offensive proferite da uno dei due finanzieri al giovane a terra - "cretino, coglione" - e all'atteggiamento quasi di sfida che lo stesso usa nei confronti di un residente che si affaccia alla finestra per protestare. Si tratta di fasi dell'intervento finite sui video nei telefonini.

Ma ci sarebbe un prima, non ripreso dai cellulari dei residenti. Spiega l'ufficiale: "Le affermazioni dell'operatore sono una questione che valutiamo ma che resta separata dal fatto in sè", cioè dalla dinamica del fermo. Che sarebbe stata "del tutto regolare".

Afferma il colonnello delle Fiamme Gialle: "La pattuglia era in piazza a fare una serie di controlli" sul rispetto dei decreti governativi per il contenimento della diffusione del Covid-19. "Ne erano già stati fatti diversi, quando i due operatori hanno fermato questo giovane".

Il quale, "di fronte alla richiesta di esibire i documenti - dice il colonnello -, non li ha dati. Gli operatori hanno insistito piu volte, lui si è rifiutato, poi si è allontanato". Gli operatori lo hanno fermato, lui ha alzato "prima la voce e poi le mani".

I militari avrebbero quindi reagito - mentre il giovane assicura di non avere mai alzato le mani - e ne sarebbe nata una colluttazione a seguito della quale il 26enne, "molto agitato, è stato immobilizzato e portato in caserma" spiega l'ufficiale della Finanza.

Lì il giovane "si è tranquillizzato e ha tirato fuori il documento, che aveva con sè. Abbiamo visto che abita a 200 metri dal luogo in cui è avvenuto il fermo, perciò non è stato sanzionato per l'inottemperanza al decreto".

Versioni che non combaciano. Martedì mattina il giovane ha sporto denuncia alla stazione dei carabinieri di Signa, che ora indagano sull'accaduto.

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