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Coronavirus, primo giorno di fase 2 per tramvia e autobus: mascherine ok, ma i guanti sono un 'optional' / FOTO

Un'ordinanza della Regione li "raccomanda", Palazzo Vecchio li ha resi obbligatori e molti non li usano. Un autista Ataf: “Macché obbligatori”

I guanti? Sì, no, forse. Stamani, nel primo giorno della fase 2 del coronavirus la città (ri)parte in modo tranquillo. Un po' di traffico (si fa per dire) sottolinea una parvenza di normalità, bar che segnalano in ogni modo 'siamo aperti!' (da asporto naturalmente), officine che lanciano sconti sulle batterie della auto rimaste ferme a lungo.

Da oggi, lunedì 4 maggio, sono entrate in vigore anche le nuove norme per il trasporto pubblico locale (a Firenze tramvia e autobus in primis), a partire dal numero massimo di passeggeri e dall'obbligo di guanti e mascherine.

Su questo ultimo aspetto però l'incertezza resta, e a bordo si vede. “I guanti? Macché, non sono obbligatori, chi li porta mi fa più paura perché sui guanti si deposita di tutto, meglio non averli”, dice un autista Ataf in attesa sul proprio mezzo alla stazione.

Eppure, proprio sulla portiera, c'è affisso un cartello dove si sottolinea l'obbligo di indossare entrambe le protezioni, sia i guanti che la mascherina. La 'confusione' deriva dalla 'somma' delle due ordinanze di sabato scorso, 2 maggio, una della Regione e una del Comune.

In quella regionale, firmata dal presidente Enrico Rossi, si legge che “i passeggeri devono obbligatoriamente indossare la mascherina ed è raccomandato l’utilizzo di guanti protettivi monouso”.

Sempre sabato il sindaco Dario Nardella ha firmato però un'ordinanza comunale che invece prescrive l'obbligo dei guanti.

Fatto sta che a bordo degli autobus e dei tram (come si vede anche dalle foto), non tutti indossano i guanti. Anzi. La mascherina invece è ovunque.

Controlli sui mezzi non se ne sono visti. Il personale Ataf è a terra alle principali fermate (sui chi debba controllare sopra i bus è scontro tra Palazzo Vecchio e azienda), mentre i vigili urbani sono schierati in massa a presidiare le fermate della tramvia.

A parte la 'querelle' guanti sì, guanti no, a bordo la distanza di sicurezza viene rispettata e anche alle fermate grandi assembramenti non se ne vedono. Grande caos per il momento non si è visto.

“Sono un'assistente domestica (badante, ndr) e raggiungo la signora per cui lavoro. Per fortuna che io ho il contratto se no non so come avrei fatto”, dice Angelina, 67enne bulgara, a bordo della linea 2. 

Fernando, 51enne peruviano, torna invece verso il centro, poi prenderà la 1 verso l'Isolotto. Ha appena finito il turno di notte al mercato ortofrutticolo di Novoli. “Qua non abbiamo mai smesso di lavorare, meno male”, scandisce attraverso la mascherina, in attesa del meritato riposo pomeridiano.

I sedili disponibili sulla tramvia sono divisi da quelli off limits con catenelle bianche e rosse, mentre sui bus si vedono cartelli con il divieto di utilizzo.

Nel week end appena trascorso il centro di Firenze è stato, dopo decenni, solo dei fiorentini. Ora la città prova a ripartire, anche lavorativamente. C'è grande voglia di normalità.

“Se a bordo della tramvia sono preoccupata? Beh, tengo i guanti e la mascherina e mi tengo a distanza di sicurezza. Ma no, non voglio preoccuparmi troppo, altrimenti diventa un incubo”, sorride Paola, pensionata, sul tram che la porta al supermercato di via di Novoli. Incubo o no, c'è una gran voglia di uscirne.

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