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Coronavirus, la protesta dei commercianti in centro: "Servono più ristori"

Prosegue la 'protesta dei cartelli': "Anche se riapriamo i turisti non ci sono e non vendiamo più nulla"

Prosegue la 'protesta dei cartelli', iniziata alcuni giorni fa in concomitanza e in opposizione alle iniziative on line del Black Friday e visibile in tutta la città.

'Esistiamo'. E' questo il cartello che da giorni campeggia sulle vetrine di numerose attività commerciali del centro e della periferia di Firenze.

"Oggi si sono uniti a noi anche alcuni tassisti", dice Monica Coppoli, presidente del centro commerciale naturale di Borgo La Croce e portavoce del gruppo Commercianti Uniti Firenze, che ha promosso la protesta.

Tra le iniziative dei giorni scorsi, un presidio di fronte alla Camera di Commercio, in piazza Mentana.

Questa mattina nuova iniziativa di protesta in Borgo San Jacopo, accanto a Ponte Vecchio, con alcuni commercianti della zona.

"Tra chiusure e aperture a singhiozzo praticamente abbiamo perso un anno di lavoro. Abbiamo rimanenze di magazzino, fornitori da pagare, dipendenti, affitti, tasse. I ristori arrivati finora dal governo sono insufficienti, devono essere di più, proporzionati ai fatturati delle nostre attività e alle nostre perdite", chiede Coppoli.

Domenica, con la Toscana che torna arancione, i negozi riaprono. "Ma qui in Borgo San Jacopo, come in gran parte del centro, non cambierà molto perché i turisti non ci sono e senza di loro venderemo pochissimo", conclude sconsolata la portavoce dei 'Commercianti Uniti'.

Perché i fiorentini in centro non ci sono più. Già, ma questa è un'altra e ben nota storia.

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