Cronaca

Covid: il governo Draghi approva il nuovo decreto 'Riaperture'. Resta il coprifuoco alle 22

Lunga riunione prima del Cdm per dirimere il 'nodo' coprifuoco che Lega, Forza Italia e Italia Viva avrebbero voluto spostare alle 23. Esteso fino al 31 luglio lo stato di emergenza. Tutte le nuove norme

Era fissato alle 17, ma è iniziato con un'ora di ritardo il consiglio dei ministri che in poco più di una mezz'ora ha riscritto la roadmap delle riaperture, varando il nuovo decreto legge "Misure urgenti per la graduale ripresa delle attivita' economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell'epidemia da COVID-19". Mantenuto almeno fino al primo giugno il coprifuoco alle 22. Dopo maggio potrebbe essere valutata, previa un'ulteriore analisi dei dati epidemiologici, una delibera per eliminarlo o far partire il provvedimento dalle ore 23.

Coprifuoco dalle 22 fino al 1 giugno

Fonti ministeriali hanno spiegato che prima del Cdm si è tenuta una riunione supplementare - e informale - sul nodo del coprifuoco con la Lega in prima linea per spostarlo alle 23 laddove la cabina di regia della settimana scorsa aveva optato per mantenere le 22, anche con i ristoranti aperti a cena.

A favore dello spostamento dalle 22 alle 23 anche Forza Italia e Italia Viva oltre alle Regioni, ma sarebbe stato proprio il premier Mario Draghi a spingere per confermare l'attuale limite delle 22, sostenendo la posizione del ministro della Salute Roberto Speranza. 

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Fonti del partito spiegano che l'astensione della Lega sul decreto sarebbe stata decisa perché il testo contiene oltre al mantenimento del discusso coprifuoco, anche restrizioni per i locali al chiuso, così come aperture troppo posticipate e confuse per palestre e piscine.

Intanto via libera delle forze di maggioranza a mettere in calendario, per il prossimo 28 aprile, le mozioni di sfiducia depositate in Senato nei confronti del ministro della Salute Roberto Speranza, dopo la riunione dei capigruppo convocata dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà.

Il coprifuoco serve per fermare i contagi?

Sul 'nodo' dell'orario il comitato tecnico scientifico ha precisato che il limite del coprifuoco alle 22 non sarebbe venuta da un'indicazione del Cts "mai consultato su questo specifico aspetto che - si sottolinea nel Cts - è sempre stata una decisione politica". Il prolungamento di un'ora sarebbe stato necesario in vista della riapertura, anche a cena, dei ristoranti all'aperto. Ma al momento nell'esecutivo sembra prevalere la linea della prudenza.

Decreto riaperture: cosa è stato deciso

  • Coprifuoco: resta vietato spostarsi da casa dalle 22 alle 5 del mattino fino al 1 giugno.
  • Ristoranti: sarà possibile sedersi ai tavoli nei ristoranti al chiuso dal primo giugno. Già da lunedì 26 aprile in zona gialla i ristoranti all'aperto potranno restare aperti a pranzo e cena.
  • Sport: da lunedì 26 aprile sì al calcetto, il 15 maggio riaprono le piscine all'aperto, il primo giugno le palestre.
  • Spettacoli: da lunedì 26 aprile riaprono cinema e teatri, dal primo giugno gli stadi e palasport.
  • Scuole superiori: da lunedì 26 aprile in presenza almeno al 70%, in zona rossa al 50%.
  • Dal 26 aprile spostamenti fra regioni (gialle e rosse) solo con l'autocertificazione verde.

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L'articolo 1 del 'decreto riaperture' prevede il ripristino della disciplina delle zone gialle così come la possibilità di spostarsi tra le regioni in fascia di rischio gialla e bianca.

Gli spostamenti verso le zone arancioni o rosse saranno consentiti con le cosiddette 'autocertificazioni verdi' - "green pass" - ossia quelle comprovanti "lo stato di avvenuta vaccinazione o guarigione" dall'infezione dal Covid, o "l'effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo".

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Il green pass per viaggiare ha validità di: sei mesi per i vaccinati, sei mesi per i guariti, 48 ore con tampone negativo. Occhio a non sgarrare: si rischia il carcere. L'apparato sanzionatorio del decreto riaperture prevede infatti il carcere per una serie di reati in cui incorre chi manomette o falsifica o abusa delle possibilità consentite dalla certificazione verde. Le certificazioni rilasciate negli Stati membri dell'Unione europea sono riconosciute come equivalenti, così come quelle rilasciate in uno Stato terzo a seguito di una vaccinazione riconosciuta nell'Unione europea.

Sale a quattro il limite delle persone che potranno andare in visita ad amici e parenti nelle regioni gialle e arancioni. Mentre restano vietate nelle zone rosse. 

Riaprono i cinema e dal 1 giugno palestre e stadi

Dal 26 aprile 2021 in zona gialla ristoranti all'aperto aperti pranzo e cena (fino alle 22). Nessun limite di orario per i clienti dei ristoranti di alberghi e altre strutture ricettive. Dal 1 giugno in zona gialla ristoranti anche al chiuso dalle ore 5:00 e fino alle ore 18:00

Tra le attività consentite dal nuovo decreto ci sono quelle dei centri sportivi. Pertanto dal 15 maggio riaprono le piscine all'aperto nelle zone gialle, dal primo giugno le palestre. Già dal 26 aprile nelle zone gialle sarà consentita l'attività sportiva anche di squadra e di contatto come il calcetto e il basket.

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Riaprono dal prossimo 26 aprile anche cinema e teatri ma al 50 per cento della capienza, fino a 1.000 spettatori all'aperto e 500 per gli spettacoli in luoghi chiusi. Ovviamente solo in zona gialla. Alcuni eventi si potranno riservare solo a chi abbia certificato verde. Dal primo giugno si potrà andare a eventi sportivi con capienza degli stadi o palazzetti non superiore al 25% e non più di 1000 spettatori all'aperto e 500 al chiuso.

Dal primo luglio 2021 la bozza del nuovo decreto prevede la riapertura, sempre e solo in zona gialla delle attività dei centri termali, dei parchi tematici e dei parchi divertimento nel rispetto dei protocolli anti Covid.

Scuola e università

Parziale retromarcia sulle scuole: riapriranno sì ma ci sono alcune concessioni agli amnistratori locali. In zona rossa le scuole superiori saranno aperte almeno al 50% mentre in tutte le altre fasce di rischio dovrà essere assicurata la didattica in presenza solo "ad almeno il 70% della popolazione studentesca".

Per quanto riguarda le università, dal 26 aprile al 31 luglio, nelle zone gialle e arancioni le attività si svolgono in presenza. Nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti del primo anno. 

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