Coronavirus, incubo Palazzo Vecchio: il deficit del Comune vicino ai 200 milioni

La situazione si aggrava, fino ad una settimana fa il sindaco parlava di 130 milioni: "Il governo ci aiuti"

La situazione finanziaria dei Comuni, a seguito dell'emergenza economica seguita al coronavirus, è sempre più grave. Non fa eccezione Palazzo Vecchio, le cui casse languono in maniera sempre più preoccupante: il deficit sarebbe vicino ai 200 milioni di euro.

A dirlo, questa mattina in una diretta Facebook, è il sindaco Dario Nardella, che fino ad una settimana fa parlava ancora di un grave deficit ma che si aggirava intorno ai 130 milioni.

“Firenze è vicina ai 200 milioni di deficit. Sono pronto a fare tutto il possibile, pancia a terra, chiedendo però un 'piccolo aiuto' al governo (una settimana fa Nardella parlò di aiuti ai comuni per 5 miliardi a livello nazionale). So bene che non potrà coprircelo tutto, ma almeno un aiuto ce lo deve dare”. Messaggio a Roma che più chiaro non si può.

Nardella lo ha detto testualmente intervenendo alla diretta organizzata da 'Turismo Digitale', piattaforma social dedicata al settore dell'extra alberghiero.

Quanto alla strategia per rilanciare il turismo, il sindaco ha spiegato che l'obiettivo sarà quello di puntare prima su quello domestico, poi su quello europeo e infine su quello internazionale, proprio perché con il coronavirus ci vorrà tempo prima che gli spostamenti in giro per il mondo tornino ai livelli precedenti (se mai torneranno ad esserlo).

“Stiamo lavorando per annullare la Tari (tassa sui rifiuti, ndr), ma questa misura dovrebbe richiedere uno sforzo” da parte del governo, aggiunge ancora il sindaco.

C'è poi il tema degli affitti commerciali, “dove noi rischiamo una valanga di conflitti legali”, tra proprietari e piccoli imprenditori. Su questo “a Firenze abbiamo aperto un tavolo tra associazioni degli inquilini, mondo delle imprese, del turismo e del commercio, e proprietari, per trovare una accordo".

E su questo fronte il Comune sta lavorando ad un'ipotesi: applicare una riduzione dell'Imu a quei proprietari che ridurranno o rinegozieranno gli affitti, concedendogli "un vantaggio fiscale".

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Con tanto di rovescio della medaglia, come spiega Nardella: "Se invece, nonostante il tentativo di conciliazione, il proprietario rimarrà rigido, potremo persino alzargli l'Imu", per finanziare a fondo perduto le imprese gravate dai canoni. "Potremo, cioè usare la leva fiscale come meccanismo per avere un effetto quanto più concreto".

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