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Coronavirus, taxi al palo: “Fatturato a -97%”

Il presidente nazionale di Uritaxi: “Dato drammatico”

“Se oggi il fatturato dei tassisti è al -97%, a marzo 2021 sarà del -50%”. La stima, diramata ieri, è dell'ufficio studi di Uritaxi, come conseguenza dell'epidemia del coronavirus.

“La simulazione, che è stata elaborata in funzione delle 13 riaperture previste nella bozza della commissione Colao, prende a riferimento città a vocazione turistica come Firenze e Roma, per cui un primo rilevante fattore di contrazione del fatturato è, e sarà nei mesi a venire, rappresentato da una pressoché assenza di turismo. Senza turismo, la flessione del fatturato pre-Covid19 per la categoria dei tassisti è stimata al 50%. È evidente che l'incidenza sarà più bassa (30%) nelle città a maggior vocazione 'affari' e sarà più alta (70-80%) nelle realtà la cui economia è quasi totalmente legata al turismo”, si legge nel comunicato. Città come Firenze insomma.

“Se ad oggi il calo del fatturato del settore taxi è del 97%, si manterrà sopra la considerevole cifra dell’80% fino ad estate inoltrata. Da settembre, con la riapertura delle scuole, dovrebbe subire un’accelerazione alla riduzione del crollo, di 10 punti percentuali, fino ad arrivare alla comunque pesante soglia del 67% per fine anno. Dunque, da marzo di questo anno a fine esercizio 2020, il crollo del fatturato sarà tra il 'totale' e i due terzi del totale (tra il 97% e il 67%). Un po' di luce potrebbe tornare solo dal 2021, con la fine di ogni limitazione e la riapertura del 'confinamento' prevista per il 31 marzo, fino a raggiungere i massimi che il mercato interno possa consentire di avere: un fatturato che varrà la metà rispetto all’era pre-coronavirus”. “Un dato drammatico”, commenta il presidente nazionale Uritaxi, il fiorentino Claudio Giudici.

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