Coronavirus e controlli: i militari della Guardia di Finanza chiedono al Governo le body-cam

La richiesta in una lettera al ministro Gualtieri "nata a seguito di numerosi filmati sul web decontestualizzati dall’intero intervento per evidenziare una verità distorta dei fatti"

Foto dal sito della Polizia di Stato

Il direttivo nazionale del Sindacato Italiano Militari-Guardia di Finanza ha inviato una lettera al Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, per richiedere l’utilizzo da parte delle forze dell’ordine delle body-cam, piccole videocamere da 'indossare' durante i servizi di controllo.

Questa richiesta, spiega il sindacato, “nasce a seguito di numerosi filmati presenti sulla rete che vengono spesso decontestualizzati dall’intero intervento dell’operatore di polizia, al solo fine di evidenziare una verità distorta dei fatti”. La lettera è stata indirizzata anche alle Commissioni Affari Costituzionali, Giustizia, Difesa e Finanze della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Secondo il sindacato, “l’introduzione di una body-cam applicata sull’operatore di polizia consentirebbe, attraverso la registrazione audio e video, l’oggettiva ricostruzione dei fatti a beneficio delle autorità preposte a giudizio, del personale delle forze dell’ordine e degli stessi cittadini; ricostruzione altresì sviata nel giudizio a seguito della diffusione di riprese parziali e spesso irriguardose”.

Nella lettera, che ha ad oggetto "Misure di protezione e tutela per il personale in servizio di controllo sul territorio – richiesta introduzione delle body-cam", si fa esplicito riferimento ai controlli sul rispetto delle disposizioni governative anti Covid-19.

"Come noto, questo periodo della vita di tutti è caratterizzato dall’uso necessario ed indispensabile della tecnologia al fine di riuscire a rimanere uniti, nonostante i distanziamenti sociali imposti dalla contingente pandemia - scrivono i sindacalisti delle Fiamme Gialle - . Tale condizione di isolamento ha purtroppo portato a comportamenti esasperati di una piccola parte della popolazione che, irridendo i dettami governativi, infrange metodicamente i divieti imposti, mettendo alla berlina e in pericolo gli operatori di polizia impiegati nel controllo o nelle attività di ripristino dell’ordine pubblico".

"Questi soggetti - prosegue la lettera - utilizzando un semplice smartphone, registrano, a volte con comportamenti estremamente irriverenti e provocatori, immagini dei controlli di polizia che vengono poi decontestualizzate dal complesso dell’intervento e riversate in rete, mettendo in discussione l’operato delle forze dell'ordine, il tutto al fine di evidenziare una verità distorta, che cela un dolo specifico, volta a raffigurare, falsamente, la vigenza di uno 'Stato di Polizia' nel nostro Paese".

"Tali fatti di cronaca, che hanno visto gli Operatori di Polizia in estrema difficoltà durante le attività di servizio e controllo del territorio, trasformandoli nella fase successiva alla pubblicazione in rete da vittime ad aggressori, sono purtroppo all’ordine del giorno e non sono più accettabili".

Da qui, spiega il sindacato, la richiesta del ricorso alle body-cam: "A tutela degli operatori delle forze dell'ordine non è rilevabile, allo stato, alcuno strumento che possa salvaguardarne l’operato in situazioni analoghe. L’unica strumentazione che potrebbe essere utilizzata è la cosidetta “body-cam”, un dispositivo che indossato sulla divisa registri in audio-video tutto quello che accade intorno all’agente; tale apparato si rivelerebbe molto utile nell’ambito della sicurezza, anche per l’effetto preventivo e deterrente: il soggetto che sa di essere ripreso, infatti, nella maggior parte dei casi modifica il proprio atteggiamento divenendo generalmente più rispettoso".

"Tali dispositivi, che hanno estrema facilità d’uso con prestazioni performanti sia visive che audio, possono essere utili in molteplici situazioni, sia a tutela del personale operante, sia a tutela del soggetto controllato in quel determinato momento, finanche in situazioni di estremo pericolo. È plausibile pensare che l’utilizzo delle body-cam per la documentazione audio-visiva delle fasi degli interventi, consentirebbe l'oggettiva ricostruzione dei fatti e, altresì, andrebbe a beneficio delle autorità preposte al giudizio dei fatti contestati, dei nostri militari e, non da ultimo, dell'opinione pubblica, spesso sviata dalla diffusione di riprese tanto parziali ed estemporanee quanto fantasiose ed irriguardose".

E per quanto riguarda la privacy? "Il dispositivo di ripresa sarebbe attivabile esclusivamente dall’operatore che lo indossa e solo quando si trova in una situazione di pericolo per la sua incolumità, per quella dei soggetti sottoposti a controllo o anche per le cose. Resta sottinteso che le relative immagini potranno essere visionate, a tutela della privacy, dai soli soggetti deputati a farlo e dagli organi investigativi in caso di accertamenti sull’evoluzione del controllo e delle sue fasi propedeutiche" conclude il sindacato.

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